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Sabato 9 marzo 2013 - 12:21

Governo: Cgia, senza esecutivo a breve danno di 23 miliardi nel 2013

(ASCA) – Roma, 9 mar – Se nelle prossime settimane i partitipolitici non troveranno un’intesa in grado di garantire lanascita di un nuovo esecutivo che affronti da subito alcunepriorita’ di carattere economico/fiscale, il costo per lefamiglie e le imprese sara’, per l’anno in corso, di almeno23 miliardi di euro. A dirlo e’ la Cgia di Mestre. ”In campagna elettorale – esordisce il segretarioGiuseppe Bortolussi – tutti i principali leader politicierano d’accordo nell’evitare l’aumento di un puntopercentuale dell’Iva previsto nel prossimo mese di luglio,nel rivedere la nuova tassa sull’asporto rifiuti checominceremo a pagare verso la meta’ di quest’anno, nelsbloccare una parte dei pagamenti dello Stato verso leimprese, nel tagliare l’Irap ed il costo del lavoro enell’abolire/ridurre l’Imu sulla prima casa. Ebbene, se nonsi trovera’ un’intesa politica che permetta la nascita di unnuovo esecutivo in grado di evitare o ridurre le tasse gia’programmate e di sbloccare alcuni pagamenti, cambiandocompletamente rotta rispetto alle politiche attuate in questoultimo anno e mezzo, il danno economico che gravera’ sufamiglie ed imprese sara’ di almeno 23 miliardi”.

In una nota la Cgia esplicita ”le dimensioni economichedi questi 5 impegni elettorali: se non si riuscira’ adevitare l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% previsto dal primoluglio, i consumatori subiranno un aggravio di imposta perl’anno in corso di 2 miliardi di euro. Si ricorda che su baseannua l’aumento di un punto di Iva costa ai consumatori 4miliardi di euro circa; se non si ritocchera’ l’impiantodella Tares (nuova imposta sull’asporto rifiuti) dal prossimomese di luglio le famiglie e le imprese pagheranno quest’anno2 miliardi di euro in piu’ rispetto al 2012; su uno stock di80/90 miliardi di euro di mancati pagamenti da parte delloStato nei confronti delle imprese private, l’impegno assuntoper il 2013 e’ di sbloccarne almeno 10; se non si ridurra’ulteriormente l’Irap e il costo del lavoro, oltre a quantogia’ fatto dal Governo Monti, le imprese ed i lavoratori nonsi gioveranno di un necessario sconto fiscale pari ad unimporto stimabile in 5,5 miliardi di euro; la mancataabolizione/riduzione dell’Imu sulla prima casa nonconsentira’ alle famiglie italiane di risparmiare almeno 3,5miliardi di euro”.

”Nel caso non si riuscisse a formare in tempi brevi unnuovo Esecutivo, la situazione piu’ critica – segnala la Cgia- esplodera’ all’inizio dell’estate. Infatti, a meta’ giugnoe’ previsto il pagamento della prima rata dell’Imu, mentre adinizio luglio dovremo pagare la prima maxi rata della Tares esubire l’aumento di un punto percentuale dell’Iva. Conclude Bortolussi: ”Se si considera che tra giugno eluglio e’ prevista anche l’autoliquidazione Irpef – che trail saldo 2012 e l’acconto 2013 costera’ ai contribuentiitaliani 8,5 miliardi di euro circa – non e’ da escludere chemolte persone si troveranno in seria difficolta’ ad onorarequeste scadenze. Se si tiene conto che i livelli di creditoerogati alle famiglie e alle imprese sono quasi sicuramentedestinate a diminuire ancora, e’ probabile che da questasituazione se ne avvantaggeranno solo gli usurai”.

com/vlm

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