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Mercoledì 6 marzo 2013 - 18:10

Ambiente: Aia, Italia ultima in Ue. Squinzi, situazione drammatica

(ASCA) – Roma, 6 mar – In Italia la tempistica per ilrilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) siattesta su una media di 14-21 mesi, la piu’ alta tra i PaesiUe, sebbene la norma di recepimento della Direttiva IPPCpreveda un termine massimo di 150 giorni. Lo rivelaConfindustria in un rapporto diffuso oggi, nel quale sievidenzia come si siano registrati tempi anche superiori ai20 mesi. E’ il caso del settore della raffinazione, mentre nelcomparto chimico, ad esempio, i tempi di rilascio hannosfiorato persino i 5 anni. Tra i Ventisette, solo la Franciasi avvicina negativamente ai numeri italiani: Oltralpe iltempo previsto per legge e’ di 8 mesi, anche se nella praticamediamente le istruttorie hanno registrato una durata dicirca due anni. Segue poi la Germania (7-12 mesi), laDanimarca (6 mesi), il Regno Unito (4-9 mesi), la Finlandia(meno di 6 mesi), il Belgio e l’Austria dove le tempistichepossono raggiungere una singola mensilita’. Una situazione ”drammatica”, soprattutto sul pianostrettamente regionale: sono infatti 159 gli Aia nazionali e5.834 quelli locali e sui tempi di concessione solo laLiguria ”ha finora rispettato i 150 giorni previsti, come laProvincia autonoma di Trento”, ha fatto notare il presidentedegli industriali italiani Giorgio Squinzi.

In Campania, Lazio e Umbria si parla di due anni. Ilrecord negativo lo detiene invece il Friuli Venezia Giulia,dove le tempistiche hanno raggiunto i 4 anni. In EmiliaRomagna e in Toscana si parla di sei mesi, mentre inLombardia ”siamo abbastanza in linea con 120-180 giorni”.

In Piemonte non si rivelano casi eclatanti di ritardo. Unasituazione ”allucinante” l’ha definita ancora Squinzi, conuna ”disparita’ tra una regione e l’altra davverodrammatica”. A pesare sul mancato recepimento della normativa sullasoprattutto ”le inefficienze del sistema amministrativo”italiano che impattano ”negativamente sulla competitivita’delle nostre imprese” e ”sulla capacita’ del Paese diattrarre investimenti nel settore industriale”, haproseguito il numero uno di Viale dell’Astronomia. Ma anche icosti di transazione ”piu’ elevati rispetto ai principaliPaesi europei”.

Per Confindustria, ha poi aggiunto, ”la tutela dellasalute e dell’ambiente” e’ un tema ”prioritario”, ma inItalia appare ”evidente” come le discipline comunitarie inmateria ambientale siano ”spesso recepite in maniera piu’restrittiva rispetto a quanto richiesto dalla stessa Ue”. Per questo, al fine di ”continuare ad attrarreinvestimenti, l’Italia deve avere un quadro normativoambientale allineato agli standard europei e semplificare inmodo deciso le procedure. La sfida della sostenibilita’ambientale richiede innovazione tecnologica ed investimentiimportanti. Le imprese italiane sono pronte a fare la loroparte ma le regole del gioco devono essere le stesse pertutti” , ha infine concluso Squinzi.

L’autorizzazione integrata ambientale (Aia) e’l’autorizzazione di cui necessitano alcune aziende peruniformarsi ai principi dettati dalla comunita’ europea. Puo’essere di vario tipo a seconda dell’attivita’ svolta. LaDirettiva Europea 96/61/CE (Direttiva IPPC) ha fissato entroil 2007 il termine di adeguamento oltre il quale un impiantonon conforme non potrebbe essere operativo.

rba/cam/ss

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