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Sabato 2 marzo 2013 - 14:40

Crisi: Unimpresa, 38 mld in meno prestiti a aziende e famiglie in 2012

(ASCA) – Roma, 2 mar – Un 2012 da dimenticare per il creditoa famiglie e imprese: in dodici mesi i prestiti sono crollatidi quasi 38 miliardi di euro. Risultano in crescita, invece,i finanziamenti alla pubblica amministrazione saliti di oltre20 miliardi. Nel dettaglio, i prestiti alle imprese e allefamiglie sono diminuiti dai 1.512,5 miliardi del 2011 ai1.474,7 miliardi dell’anno successivo con una riduzione di37,7 miliardi (-2,5%). Questi i dati dell’ultimo rapporto delCentro studi Unimpresa. La rilevazione, realizzata su datidella Banca d’Italia, mette in luce dunque le enormirestrizioni sul versante degli impieghi da parte delle bancheitaliane. Il capitolo imprese e’ quello piu’ drammatico. Iprestiti sono precipitati da 894 miliardi a 864,6 miliardifacendo registrare una contrazione di 29,4 miliardi (-3,3%).

Guardando alla durata dei finanziamenti, sono diminuiti siaquelli a breve periodo (da 337,5 miliardi a 331 miliardi conun calo di 6,4 miliardi pari a -1,9%) sia quelli a lungoperiodo (da 416,8 miliardi a 405,7 miliardi con un calo di 11miliardi pari a -2,7%). Il segnale piu’ preoccupante arrivadai crediti a medio periodo, dove il crollo e’ letteralmentevertiginoso: da 139,6 miliardi a 127,7 che vuol dire 11,8miliardi in meno (-8,5%). Anche le famiglie sono rimaste abocca asciutta. In totale la sforbiciata ai prestiti bancarie’ stata pari a 8,3 miliardi: lo stock di finanziamenti e’calato dell’1,4% scendendo da 618,4 di fine 2011 a 610,1 difine 2012. Male il mercato dei mutui, che poi ha causato unaforte diminuzione delle compravendite immobiliari e, acascata, un sensibile calo del fatturato del compartodell’edilizia. E’ di 2 miliardi la riduzione dei”finanziamenti per la casa” (-0,6%) passati da 367,6miliardi a 365,5 miliardi. Ancora piu’ sensibile lacontrazione nel settore del credito al consumo che e’ statadi 4,4 miliardi (-6,9%), con lo stock calato da 64,1 miliardia 59,7 miliardi. Pure le altre forme di finanziamento (tracui i prestiti personali o il leasing) hanno risentito delcredit crunch e sono diminuite di 1,8 miliardi (-1%) da 186,6miliardi a 184,8 miliardi.

Sorride, come accennato, solo il comparto pubblico. Nel2011 i prestiti bancari alla pubblica amministrazione a eranoarrivati 1.969,9 miliardi e a fine 2012 erano a quota 1.990,5miliardi con un aumento di 20,5 miliardi (+1%). L’impennatae’ dovuta, in particolare, alla crescita rilevante delleerogazioni a breve periodo (fino a 1 anno) salite di 45,7miliardi da 649,8 a 695,6 (+7%) che ha compensato il calo di15,7 miliardi (-7,1%) registrato nei finanziamenti a mediotermine (fino a 5 anni), passati da 222,1 miliardi a 206,4miliardi. In lieve calo anche i crediti a lungo periodo(oltre 5 anni), passati da 1.097,8 miliardi a 1.088,4miliardi (- 9,4 miliardi, -0,9%). ”In un nostro recentesondaggio – commenta il presidente di Unimpresa, PaoloLongobardi – abbiamo messo in evidenza come moltiimprenditori, 3 su 5, sono costretti a ricorrere aifinanziamenti per pagare le tasse. E’ il segnale peggiore. Didenaro allo sportello ne viene erogato sempre meno e quelpoco che arriva nelle casse delle aziende viene usato perrispettare, laddove possibile, gli adempimenti tributari”.

Non solo. Secondo Longobardi ”l’economia italiana stamorendo e percio’ proprio il fisco e il credito devono finirein cima all’agenda del Governo. Il risultato elettorale e’drammatico: in Parlamento non esiste una maggioranza netta.

Le forze politiche dicono di voler trovare punti in comuneper fissare un programma. Partano dalla questionefisco-credito”.

com-ceg/cam/ss

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