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Sabato 2 marzo 2013 - 12:00

Crisi: Coldiretti, pranzo completo addio, solo pasta per 1 italiano su 3

(ASCA) – Roma, 2 mar – ”Con la crisi si dice anche addio alpranzo completo che per quasi un italiano su tre (32 percento) si riduce esclusivamente ad un piatto di pasta chesazia di piu’ e costa di meno”. E’ quanto emerge da unsondaggio on line condotto sul sito www.coldiretti.it dalquale si evidenzia che ”solo il 18 per cento dichiara difare quotidianamente un pranzo completo con un primo, unsecondo, un contorno e un dolce o un frutto. All’oppostoinvece .- sottolinea la Coldiretti – sono il 9 per cento gliitaliani che mangiano solo un frutto o uno yogurt o un gelatomentre il 4 per cento addirittura niente. L’abbandono delpranzo completo e’ confermata – continua la Coldiretti – dal24 per cento di italiani che si limitano a consumare unsecondo accompagnato dal contorno e dal 9 per cento chepreferisce un panino, un pezzo di pizza o un tramezzino”.

”In Italia sono stati consumati oltre 1,5 milioni ditonnellate di pasta, per un controvalore di 2,8 miliardi dieuro ed in controtendenza rispetto al calo generalizzatodegli alimentari nel 2012 gli acquisti di pasta dellefamiglie sono aumentati in quantita’ dell’1,1 per cento,secondo Ismea-Gfk-Eurisko. L’aumento e’ stato accompagnato dauna qualificazione della spesa con il boom nel 2012 dellavendita sul mercato della pasta piu’ artigianale ottenuta congrano al cento per cento italiano, anche nell’ambito delprogetto della filiera agricola tutta italiana dellaColdiretti. L’Italia ha cosi’ il primato mondiale nel consumodi pasta che ha raggiunto – sottolinea la Coldiretti -attorno ai 26 chili a persona, tre volte superiore a quellodi uno statunitense, di un greco o di un francese, cinquevolte superiore a quello di un tedesco o di uno spagnolo esedici volte superiore a quello di un giapponese”. ”Con la crisi si assiste – sostiene la Coldiretti – ad unprofondo cambiamento nelle abitudini alimentari degliitaliani che tendono a frammentare durante il giorno lapropria alimentazione, che in passato vedeva il pranzo e lacena come protagonisti indiscussi. Un duro colpo alladivisione classica dei pasti viene dai ritmi di lavoro con7,7 milioni di italiani che si portano al lavoro il cibopreparato in casa e di questi sono oltre 3,7 milioni adichiarare di farlo regolarmente, secondo l’indagineColdiretti/Censis. La distanza tra l’abitazione ed il luogodi lavoro ed una diversa distribuzione degli orari di lavorohanno spinto molti italiani a mangiare fuori casa ma hannoanche favorito – precisa la Coldiretti – la destrutturazionedei pasti”.

”Su tutto questo si e’ inserita peraltro la crescenteattenzione agli aspetti salutistici dell’alimentazione con16,9 milioni di italiani che dichiarano di seguire una dietae di questi ben 7,7 milioni che dichiara di farloregolarmente. Il rapporto con il cibo per un numero crescentedi italiani e’ mediato da un approccio attento alleimplicazioni sulla salute che dovrebbe essere fondato suindicazioni medico-scientifiche, ma che spesso si concretizzaanche con il ”salto” dei pasti principali. Questaalimentazione controllata, orientata allo star bene,irreggimenta – conclude la Coldiretti – il rapporto con ilcibo di una quota molto elevata di italiani e cio’ spiega,probabilmente, perche’ sono anche diffuse forme ditrasgressione dalla dittatura delle varie piramidi alimentariche si esprimono, soprattutto, nelle occasioni in cui simangia fuori casa in orari insoliti”.

com-ceg

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