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Giovedì 28 febbraio 2013 - 18:46

Ponte Messina: domani decade contratto. Societa’ verso liquidazione

(ASCA) – Roma, 28 feb – La prima scadenza era fissata per il1* marzo, termine che non e’ stato rispettato dallacontroparte, pertanto per il governo il Ponte sullo Strettonon si fara’ e la societa’ ‘Stretto di Messina Spa’ sara’commissariata e posta in liquidazione. E’ quanto previsto daldecreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 2novembre 2012. L’ente preposto alla realizzazionedell’infrastruttura e il General contractor, Eurolink(composto da Impregilo in qualita’ di capogruppo, Sacyr-Spagna-, Condotte d’Acqua, Cmc di Ravenna,Ishikawajima-Harima Heavy Industries -Giappone-, Aci scpa),non hanno firmato l’atto aggiuntivo che avrebbe dovutodelineare il percorso da seguire nei prossimi due anni.

Stavolta sembra quindi calare il sipario sulla grande operache, dal 1981 ad oggi, e’ costata circa 300 milioni di euro.

Resta tuttavia l’incognita delle penali da pagare.

Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, duegiorni fa, durante la riunione del Cdm, ha fatto sapere chenon esistono le condizioni per emanare la proroga deltermine, fissato per domani, per la stipula dell’attoaggiuntivo contrattuale cosi’ come richiesto da Eurolink. Ildecreto da un lato concedeva altri due anni per ilreperimento dei finanziamenti per la realizzazionedell’infrastruttura, dall’altro contemplava la stipula di unatto aggiuntivo con cui Eurolink rinunciava, entro il primomarzo, ”termine perentorio”, alle penali previste dagliaccordi per una somma compresa tra 300 e 500 milioni dieuro.

Nel piano industriale 2013-2015 Impregilo prevedeva diottenere 150 milioni come sua quota parte.

Il contraente generale tre mesi fa ha receduto dalcontratto e, successivamente, ha proposto l’impugnazionedinanzi al Tar del Lazio contro l’opposizione al recessopresentata dalla ‘Stretto di Messina S.p.a.’. Inoltre ha gia’fatto sapere che e’ pronto a ricorrere in Tribunale perottenere il pagamento delle penali, che sarebbero invecedecadute con la firma dell’atto aggiuntivo. Cosi’ l’exministro dei Trasporti, Altero Matteoli, definisce ”un belcapolavoro” quello di Mario Monti, ”frutto della suaincapacita’ politica di gestire anche questa pratica cosi’delicata, complimenti! Invece di realizzare un’opera crucialeper lo sviluppo del Sud e per dare lavoro in una delle areepiu’ critiche del Paese, lo Stato dovra’ ora pagare penalita’pesantissime sprecando importanti risorse”.

Nei giorni scorsi si erano diffuse indiscrezioni circal’intenzione del governo di concedere una proroga alla firmadell’atto aggiuntivo, dando quindi piu’ tempo allaconcessionaria pubblica e al General contractor per trovareun accordo. Le voci avevano fatto insorgere associazioniambientaliste come Fai, Italia Nostra, Legambiente, Man eWwf, che in una lettera al presidente del Consiglio avevanobollato questa ipotesi come ”un’intollerabile e ulterioreforzatura”.

A ribadire che ormai i termini per l’accordo sono scadutici ha pensato oggi in conferenza stampa il ministro Passera,ricordando che ”a novembre era stato varato un decreto leggeche fissava le condizioni in base alle quali si poteva tenereaperto il progetto. Ci si e’ dati piu’ di quattro mesi perriformulare l’accordo, purtroppo per ora non ci sono segnaliconcreti da parte del contraente generale di voler accedere aquanto disposto dalla legge. Ad oggi la scadenza del 1* marzonon e’ rispettata di conseguenza accadra’ quanto prevede lalegge”. Dunque ”nessuna novita’, il contratto decadedomani” e con esso l’intera societa’ e il progetto mairealizzato del Ponte. Salvo nuove sorprese.

ceg/vlm

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