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Venerdì 22 febbraio 2013 - 11:24

Ue: Commissione, ripresa lenta tra incertezze e crescita disoccupazione

(ASCA) – Bruxelles, 22 feb – L’economia dell’Unione europea”sta lentamente uscendo dalla contrazione”, e il legame trafinanze pubbliche fragili, banche vulnerabili e macroeconomiadebole che ha alimentato la crisi dei debiti sovrani nellaprima meta’ del 2012 ”si e’ indebolito”. La situazione, insostanza, sembra aver subito un’inversione di tendenza e peril 2013 e il 2014 gli indici di crescita e inflazione sonopositivi, in aumento il primo e in flessione il secondo.

Resta pero’ il problema delle disoccupazione, che continuera’a crescere. Questo, in estrema sintesi, il quadro che emergedalle previsioni economiche invernali della Commissioneeuropea presentate oggi a Bruxelles. Relative all’anno in corso e al prossimo, con unriferimento al biennio precedente (2011-2012), le stimeparlano di due facce della stessa europa: oltre allatradizionale divisione Unione europea-Eurozona, si pone laquestione di una ripresa a meta’. Se da una parte le attualiproiezioni mostrano ”un ritorno moderato alla crescita” nelcorso di quest’anno frutto anche di ”un graduale riacquistodi fiducia”, dall’altra il mercato del lavoro ”e’ un serioproblema”.

Bruxelles riconosce che i progressi compiuti dagli statimembri finora ”dovrebbero contribuire a un rafforzamentedella crescita nel 2014”, ma cio’ nonostante ”i livelli didisoccupazione rimangono inaccettabilmente elevatinell’Unione europea nel suo complesso, e ancor di piu’ inquegli stati membri che stanno affrontando i piu’ grandiaggiustamenti necessari” per il ritorno allasostenibilita’.

Un livello di disoccupazione elevato e persistente”rischia di poter diventare strutturale”. Il consiglioimplicito e’ quello di promuovere politiche occupazionaliefficaci. Altra indicazione contenuta nello studio dellaCommissione europea e’ continuare e completare il lavoro dicostruzione dell’unione economica e monetaria. ”Un’efficacerealizzazione di politiche di rafforzamento dell’Unioneeconomia e monetaria e la promozione degli aggiustamentinecessari sono cruciali per contenere il rischio di un nuovoaggravarsi della crisi del debito sovrano”. Perche’, simette in guardia nel documento, ”nonostante tuttol’incertezza e’ ancora elevata e i rischi permangono”.

bne/sam/bra

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