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Venerdì 22 febbraio 2013 - 18:38

Editoria: Fnsi, esauriti fondi prepensionamenti. Inpgi non e’ discarica

(ASCA) – Roma, 22 feb – ”La crisi dell’editoria e’ reale, ledifficolta’ per il lavoro crescono, le furberie e isotterfugi per appropriarsi degli ultimi fondi disponibiliper i prepensionamenti sono inaccettabili. E ancora piu’grave e’ il ricorso alle minacce della disoccupazioneimminente che qualche editore sta adottando anche in questigiorni per spingere i giornalisti ad accettare avventurosi efrettolosi progetti di ristrutturazione aziendale, arrivandopersino a prevedere la ”tranquilla” sostituzione delprepensionato con la cassa integrazione. Tali comportamentisono deprecabili. La crisi ha bisogno di corresponsabilita’di editori e giornalisti, di solidarieta’ e non di egoismi,di scelte industriali e editoriali credibili, di pienaassunzione dei doveri del rischio di impresa e nellaconsapevolezza della speciale funzione di quellaeditoriale”. E’ quanto si legge in una nota dellaFederazione Nazionale della Stampa Italiana.

”Nel giorno in cui e’ chiaro che sono esauriti (e losaranno certamente ancora per qualche tempo) i fondi per iprepensionamenti, le ultime vicende di oggi, del Corrieredello Sport e di Tuttosport del Gruppo Amodei, dove sonostate siglate intese aziendali di riduzione degli organicicon prospettive di cassa integrazione senza sbocchi, se nonsi recupereranno i fondi per il prepensionamento, non possonoessere accettate dalla Fnsi come operazioni di ordinariagestione della crisi. Non ci puo’ essere una soluzione diburocrazia sindacale, aziendale o tecnica che non tenga contodi tutti i fattori della crisi e degli elementi disostenibilita’ sociale. L’Inpgi, l’Istituto di previdenza deigiornalisti, non puo’ essere considerato una discarica sucui depositare come rottami giornalisti da 58 anni in su,sollevando l’impresa da ogni sua responsabilita’ – proseguela Fnsi -. Nello specifico caso citato ma anche in tutti gli altri per iquali sono stati concessi prepensionamenti, e quindi leaziende godono o hanno goduto di risparmi posti a caricodella collettivita’, le autorita’ di vigilanza, a cominciareda quelle ispettive del Ministero del Lavoro (e se necessariodei Carabinieri del lavoro) dovranno accertare il permaneredel diritto agli ammortizzatori in presenza di utilizzazioniazzardate o irregolari di colleghi gia’ pensionati inredazione o come inviati, o di finti collaboratori autonomiinquadrati fuori dalle regole del giusto compenso.

La gravita’ e la portata della crisi non puo’ esserescaricata sulla collettivita’ in questo modo. Serve unosforzo comune di giornalisti ed editori, fondato su ragioni ecomportamenti di serieta’, rigore e credibilita’, cheindividui con lo Stato un welfare attivo per il lavoro e legaranzie per un’industria dell’informazione corretta elibera”.

”Per tutte queste ragioni la Fnsi – conclude ilcomunicato – ha invitato i Cdr e le Associazioni Regionali diStampa a muoversi con grande accortezza e grande cauteladavanti a proposte o minacce di ristrutturazione edisoccupazione da parte di qualsiasi editore”.

com/vlm

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