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Martedì 19 febbraio 2013 - 19:41

Pmi: Garante, nel 2012 hanno chiuso 365 mila imprese

(ASCA) – Roma, 19 feb – 365.000 imprese, prevalentementepiccole e piccolissime che hanno chiuso nel 2012 (il numeropiu’ alto negli ultimi anni se si esclude il 2009); ma anche523 contratti di rete che coinvolgono 2.800 aziende, moltePmi che si affacciano per la prima volta nei mercatiinternazionali e che utilizzano il commercio elettronico:sono alcuni degli elementi che emergono dalla Relazione cheil Garante delle Micro PMI ha inviato al Presidente delConsiglio dei Ministri.

All’esame della Relazione, 71 delle piu’ significativemisure varate lo scorso anno dal Governo e dal Parlamento afavore delle micro piccole e medie imprese. Luci ed ombrenelle valutazioni del Garante e delle Associazioniimprenditoriali. L’aspetto piu’ critico rimane quello deitempi di attuazione delle misure che spesso, per diventareoperative richiedono l’emanazione di regolamenti cheallungano oltre misura i tempi. A questo riguardo e’emblematica la vicenda dei pagamenti dei debiti della P.A.

L’altro elemento critico su cui si sofferma a lungo laRelazione e’ rappresentato dalla mancanza di una vera epropria ”terapia d’urto” in materia di semplificazioni. Aquesto riguardo, tante le proposte per eliminare inutilipassaggi burocratici. Tra le linee prioritarie per sostenerele MicroPMI, la Relazione sottolinea le agevolazioni fiscaliper le reti di impresa per gli investimenti e l’innovazione;l’ampliamento della compensazione tra crediti e debiti versol’erario; la riduzione del costo dell’energia per i consorzidi piccole imprese. Infine per sostenere le imprese che hannonecessita’ di investire si ripropone uno strumento agevolatoper l’acquisto o il leasing di macchine utensili e diproduzione.

Ma soprattutto la Relazione richiama l’esigenza di unadiversa politica europea: ”Con una domanda debole – sostieneil Garante – pure le misure introdotte per fronteggiare leemergenze, abbattere le barriere, creare ambienti piu’favorevoli, valorizzare le capacita’ delle imprese,difficilmente producono effetti significativi (anche al nettodei tanti ritardi applicativi). Se non si riattiva al piu’presto il volano della domanda interna, il depauperamentoimprenditoriale rischia di divenire difficilmenterecuperabile poiche’, da solo, l’export – peraltro messo arischio da un euro forte – non puo’ trascinare tutta lanostra economia. Se l’Unione Europea tardera’ a intraprenderepolitiche forti di crescita, sara’ arduo venire fuorirapidamente dalla recessione” conclude il Garante.

red/did/

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