Header Top
Logo
Giovedì 23 Novembre 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Economia
  • Turismo: Gnudi, ecco il piano 2020, 500 mila posti lavoro e 30 mld Pil

colonna Sinistra
Giovedì 14 febbraio 2013 - 16:49

Turismo: Gnudi, ecco il piano 2020, 500 mila posti lavoro e 30 mld Pil

(ASCA) – Roma, 14 feb – Cinquecentomila nuovi posti di lavoro (da 2,2 a 2,7 milioni); incremento di 30 miliardi del contributo al PIL del settore turistico (da 134 a 164 miliardi), in particolare questo risultato sarebbe ottenibile mediante l’incremento dei ricavi da turismo internazionale che passerebbero da 44 a 74 miliardi, mentre gli obiettivi prevedono una sostanziale tenuta del turismo nazionale che resterebbe a 90 miliardi: queste le stime del piano strategico per lo sviluppo del turismo ”Italia 2020”, presentato dal ministro, Piero Gnudi, che ha inaugurato oggi a Milano la 33a edizione di BIT, la Borsa Internazionale del Turismo. Nel corso del suo intervento, il Ministro ha cosi’ spiegato l’idea di fondo e le motivazioni che hanno portato alla elaborazione del Piano: ”Il turismo – ha affermato – e’ uno degli asset piu’ importanti grazie ai quali il nostro Paese puo’ tornare ad imboccare la strada della crescita. Negli ultimi 10 anni, questo settore e’ stato tra i settori che sono cresciuti maggiormente a livello mondiale e il trend positivo continuera’ anche nel prossimo decennio. Tuttavia, in Italia la crescita e’ stata molto minore rispetto a quella dei nostri tradizionali concorrenti. Da qui la necessita’ di sviluppare un piano che, partendo da una prima parte di analisi dei mali che affliggono da tempo questo settore, contenesse anche le proposte per far tornare il nostro Paese ai vertici in Europa. Per questo, nella seconda parte abbiamo indicato con estrema chiarezza e precisione 61 azioni, attuabili in un tempo che varia da tre mesi a cinque anni, che consentiranno di ridare competitivita’ al sistema nel suo complesso”. ”Certamente – ha proseguito Gnudi – il Piano non e’ scritto sul marmo, ma potra’ essere modificato per tener conto delle esigenze del mercato. Crediamo comunque che sia un buon punto di partenza su cui il prossimo Ministro potra’ contare per orientare la sua strategia in questo settore. Come sottolineato dal Segretario Generale dell’UNWTO, Taleb Rifai, e’ la prima volta che in Italia viene predisposto un piano del turismo che interpreti il comparto come un fattore di rilancio dell’intera economia. Quanto evidenziato da Rifai e’ il cuore del problema perche’, in Italia, non e’ mai stato posto il turismo al centro dell’azione governativa, ne’ a livello nazionale ne’ tantomeno a livello locale. Le riprove sono a decine – ha concluso Gnudi – sia nel passato, come dimostrano i disastrosi risultati dei vari progetti di industrializzazione del Meridione, sia ai giorni nostri, considerato che il turismo non e’ certamente uno degli argomenti che trovano rilevanza in questa campagna elettorale”. In sintesi, Il documento presenta un’approfondita analisi dei punti di vulnerabilita’ del settore turistico, indica 7 linee guida per l’agenda di governo e propone 61 azioni specifiche, implementabili in un periodo variabile tra i 3 mesi e i 5 anni. Tra i punti di debolezza dell’industria turistica il piano individua la governance del settore (poco coordinamento centrale; eccessiva frammentazione delle politiche di sviluppo e di promozione all’estero), risorse insufficienti per l’ENIT, nanismo delle imprese turistiche, infrastrutture insufficienti, risorse umane non adeguatamente formate, difficolta’ ad attrarre investimenti internazionali. Le azioni previste per intervenire in maniera efficace su queste aree di debolezza seguiranno pertanto queste linee guida: ridefinizione della governance del settore con un rafforzamento del ruolo del Ministro del Turismo; rilancio dell’ENIT (Agenzia nazionale per il turismo); miglioramento dell’offerta: focus su 1-2 nuovi grandi poli al Sud o nelle Isole; creazione di 30-40 nuovi poli complessivi con priorita’ ai segmenti affluent e BRIC; riqualifica delle strutture ricettive e consolidamento del settore, trasporti e infrastrutture: intervento sul piano aeroporti e collegamenti intermodali; formazione e competenze: riqualificazione dell’istruzione turistica e rilancio delle professioni (dalle superiori al post-laurea); investimenti internazionali: attrazione tramite incentivi fiscali e burocrazia zero. red/rf

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su