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Martedì 12 febbraio 2013 - 17:18

Corruzione: nuovi colpi a reputazione Italia da casi India ed Algeria

(ASCA) – Roma, 12 feb – E’ ormai una vera e propria buferagiudiziaria quella che sta investendo due dei principaligruppi industriali controllati dal Tesoro. Sia Saipem (e dirimbalzo l’Eni), sia Agusta Westland (gruppo Finmeccanica)sono state messe nel mirino della Magistratura per presuntiepisodi di corruzione legati all’ottenimento di commesse daparte di governi esteri.

Vicende che rischiano di compromettere la gia’ pocoedificante reputazione dell’Italia sul fronte dellacorruzione, segnalata dalle principali classificheinternazionali.

L’arresto del numero uno di Finmeccanica, Giuseppe Orsi,ha riportato sulle prime pagine la vicenda della vendita di12 elicotteri Agusta Westland al governo indiano. La Procuradi Busto Arsizio ipotizza il reato di corruzioneinternazionale, peculato e concussione per l’affare da 500milioni di euro nel quale sarebbero state versate tangentipari a un decimo della commessa (quindi intorno ai 50milioni). Finito ai domiciliari anche Bruno Spagnolini,amministratore delegato di Agusta Westland, con le stesseaccuse.

Dei giorni scorsi, poi, la notizia dell’iscrizione nelregistro degli indagati della Procura di Milanodell’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, perpresunta corruzione internazionale legata a contrattisigliati da Saipem. I magistrati hanno puntato sullacapogruppo del Cane a Sei Zampe dopo le indagini che hannospazzato via i vertici della societa’ di ingegneria alla finedell’anno scorso.

L’ipotesi della Procura e’ che siano state pagate tangentiper circa 200 milioni di euro per ottenere appalti da oltre11 miliardi di euro in Algeria. In sostanza il quadro che emerge e’ che due dei campionidell’industria nazionale sono accusati di aver pagatomazzette per lavorare all’estero. E’ vero che si tratta dibusiness complicati, come quello petrolifero e della difesa,condotti con governi stranieri spesso non trasparenti, ma nonun e’ comunque un bel biglietto da visita per l’Italia.

Il nostro Paese nel 2012 si e’ piazzato al 72* posto nellaclassifica stilata da Transparency International sullacorruzione percepita, perdendo ben 14 posizioni rispettoall’anno precedente. Aveva destato scalpore il fatto chel’Italia fosse messa peggio nell’indice di corruzionerispetto a paesi come il Ghana, la Namibia o la Macedonia.

Puo’ essere di qualche consolazione il fatto che si resticomunque messi meglio rispetto ai paesi coinvolti nelleinchieste Finmeccanica e Saipem. L’India nel 2012 era94esima, l’Algeria al 105* posto.

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo SviluppoEconomico, in una scala da 1 a 10, ci attribuisce un ”voto”di 3,9 sul fronte della corruzione contro una media del 6,9dell’intera area.

La stessa Ocse, alla fine del 2011, aveva rilevato dellecriticita’ in Italia nella persecuzione della corruzioneinternazionale. L’Organizzazione, pur riconoscendo la fattivaadesione alla Convenzione Ocse, chiedeva un urgenteallungamento dei termini di prescrizione che rappresentano”la principale ragione del fatto che i significativi sforzinella lotta alla corruzione portino risultati solomodesti”.

Anche la Banca Mondiale assegna un posto pocosoddisfacente all’Italia sul fronte della corruzione. Siamoal penultimo posto tra i principali paesi europei, davantisolo alla Russia e dietro Turchia, Polonia e Spagna.

fgl/

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