Cambi: la forza dell’euro (analisi Fxcm)

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(ASCA-FXCM) – Roma, 6 feb – Che dire? La volatilita’ di certo non manca ed i mercati stanno offrendo buone opportunita’ lavorative, soprattutto per chi si muove su timeframe intraday. Ieri stavamo dando uno sguardo ai diversi indicatori economici di tutti i Paesi industrializzati e dei cosiddetti Brics, per cercare di comprendere se e quando ci potra’ essere una ripresa sostanziale dell’economia globale, e le conclusioni che per ora siamo in grado di tirare vedono degli scenari futuri abbastanza buoni per gli emergenti, con potenziali segni di ripresa negli Stati Uniti, una volta che dovesse essere accettato a livello globale (cosa gia’ fatta da parte dei grossi investitori) il fatto che il debito non potra’ mai rientrare e che quindi va a far parte, in maniera ancora piu’ strutturale, dell’ambiente economico all’interno del quale, volenti o nolenti, ci dobbiamo muovere. Altri tre temi importanti sono venuti a galla: la forza della moneta unica europea ed i potenziali scenari di wait and see (con potenziali implementazioni delle misure conosciute come OMT) che potrebbero risultare ulteriormente supportive per la moneta unica europea, la potenziale debolezza di yen, che potrebbe accentuarsi e le materie prime che potrebbero rimanere abbastanza stabili, se rapportati al lungo periodo. E oggi ci sembra proprio il caso di citare queste tre componenti d’analisi in quanto i propri effetti hanno gia’ cominciato a mostrare e sembra che possano esserci le basi per valutare, in maniera potenziale, eventuali rotture rialziste dell’euro contro il dollaro e rotture ribassiste dello yen, contro euro e contro dollaro. Chiaramente qualsiasi decisione operativa che dovesse muoversi in tal senso sara’ dettata dalla valutazione dei principali livelli tecnici, ma a livello di analisi valutativa non vediamo, ora come ora, i presupposti per vedere forti cambiamenti della rotta intrapresa. Nonostante i deboli dati macroeconomici che sono stati pubblicati ieri, con le vendite al dettaglio per il mese di dicembre a -3.4% (in calo sia rispetto al precedente -1.9% sia rispetto al consensus di -1.4), l’euro e’ infatti salito in maniera importante, andando a correggere soltanto una volta sulla salita, senza pero’ tornare sotto 1.3500, raggiungendo 1.3600 e poi correggendo ancora, mostrando una ripresa sostanziale dopo il tentativo di rottura ribassista post NFP, ripresa non in grado per il momento di fornire una direzionalita’ precisa al cambio, sintomo di incertezza, ma sostanzialmente, di forza dell’euro. Argomento sul quale si sono parlati a distanza il presidente francese Hollande ed il ministro delle finanze tedesco. Il primo, senza troppi mezzi termini, ha dichiarato che l’euro e’ troppo forte e che di fronte a tre banche centrali (sappiamo che ormai conoscete quali) che stanno svalutando le proprie valute si rischia di mettere ulteriormente a repentaglio le esportazioni dell’area euro. La risposta e’ stata chiara: tutti i Paesi che utilizzano l’euro devono produrre di piu’ e andare a toccare il cambio non e’ una priorita’. Se domani Draghi non taglia i tassi, andiamo ad aggiungere un tassello che almeno a livello fondamentale e’ da interpretare pro euro. Dal punto di vista dei dati la giornata oggi si prospetta abbastanza tranquilla, per cui avremo modo di vedere come i flussi andranno a distribuirsi, tenendo conto che i mercati sono ancora totalmente decorrelati. EurUsd. Il mercato ha tentato la rottura di 1.3475 senza tuttavia riuscire ad estendere fino ai punti successivi, la ripresa e’ stata violenta e una volta superato 1.3540, dopo un tentativo correttivo verso 1.3500, ha toccato 1.3600, livello che ora funge da resistenza principale. Lavorare sull’euro, se continuassero restringimenti di volatilita’ come quelli attuali, potrebbe diventare abbastanza difficile, soprattutto su time frame bassi. Si potrebbero valutare rotture di 1.3540 o di 1.3600, con circa 50 punti di potenziali accelerazioni, mentre osservando un grafico a 4 ore non troviamo particolari spunti operativi in quanto i livelli di attenzione principale passano per 1.3460 e 1.3630. UsdJpy. La rottura a rialzo della congestione vista ieri notte ha portato ad evoluzioni ben superiori ai 50 punti prospettati ed i prezzi hanno raggiunto 94.00, vicino a quel 95.00 visto nelle nostre analisi trimestrali (pubblicate sul mio forum) che rappresenta un buon livello di resistenza. Ora, un ritorno sotto 93.40 potrebbe portare a correzioni verso 93.15, livello di supporto statico e dinamico individuabile su un orario. In caso di superamento anche di esso, la strada verso 92.60 potrebbe aprirsi. Dovessero invece tenere i supporti i prezzi potrebbero riproporre nuovi massimi, movimenti da poter sfruttare in caso di superamento di 93.90 senza correzioni. EurJpy. I supporti individuati su EurJpy sono stati migliori rispetto a quelli visti su EurUsd ieri. Questo a testimonianza del fatto che, se non si tratta di livelli che si possono valutare almeno su un grafico a 4 re, i cross valutari risultano essere piu’ tecnici rispetto alle major, a causa delle decorrelazioni che quasi su base giornaliera andiamo ad evidenziare. Il superamento di 125.75 ha portato ad una forte accelerazione in grado di compiere nuovi massimi, livelli che se rotto 127.85 potrebbero portare ad estensioni verso 128.50. Un ritorno sotto 126.50 potrebbe far ripiegare verso le resistenze rotte ieri. GbpUsd. Forte discesa del cable ieri, con il mercato in grado di scendere oltre 1.57 figura una volta rotto 1.5725. Ci troviamo ora in congestione tra 1.5640 e 1.5670, livelli da poter sfruttare nel breve per rotture pari all’altezza di questa congestione. Attenzione alla potenziale formazione di una divergenza rialzista a 4 ore. Un ritorno sotto i minimi potrebbe far tentare estensioni verso 1.5580. AudUsd. Le resistenze viste in 1.0425, dove passavano le medie mobili orarie, ha tenuto molto bene. Siamo tornati a 1.0400 e sono avvenute le rotture ribassiste, che nella notte si sono intensificate andando a toccare 1.0350. Ci troviamo di fronte alla possibilita’ di valutare un’area di resistenza passante a 1.0385 (media a 21 oraria), dove poter valutare vendite di australiano tenendo conto che un ritorno sopra 1.0400 potrebbe far tornare verso 1.04 1/4, oppure di vedere la rottura dei minimi senza correzioni, da poter valutare sotto 1.0330, con potenziali estensioni fino a figura. 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