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Martedì 5 febbraio 2013 - 16:43

Mps: domani Vigni da Pm, in Cda banca esame derivati

ASCA) – Siena, 5 gen – Nel giorno in cui in Procura, a Siena,sara’ sentito l’ex direttore generale Antonio Vigni, il CdAdi Banca Mps esaminera’ domani la relazione sui derivati, chesara’ presentata dall’amministratore delegato FabrizioViola.

La ‘ricognizione’ servira’ a fare un punto sullasituazione del portafogli finanziario del Monte, evidenziandoanche le perdite potenziali dai prodotti strutturati. Inparticolare, come comunicato dalla banca, riflettori suAlexandria, Santorini e Nota Italia.

Nessuna menzione per Anthracite, un prodotto strutturato,indicizzato al fondo Tarchion, su cui il Monte aveva puntato100 milioni di dollari nel 2007. Non e’ da escludere chepossa essere gia’ stata ceduta o ristrutturata. Si trattavadi un prodotto molto diffuso nei portafogli dei fondiprevidenziali di alcune categorie professionali, quali daesempio Enasarco ed Enpam. Anthracite registrata alle isoleCayman aveva come garante la banca d’investimento Usa LehmanBrothers fallita nel settembre del 2008. A quel punto chiaveva investito in Anthracite si e’ ritrovato senza Garante esenza Calculation Agent con il non indifferente corollarioche Anthracite, essendo una societa’ dotata di autonomiagiuridica nelle Cayman, non poteva nemmeno essere inclusa neibeni stanziabili per la liquidazione della Lehman,che erainvece sottoposta alla legislazione Usa.

L’Enpam, ad esempio, ci aveva investito 45 milioni nelluglio 2006, nel 2012 ha smontato l’operazione, mantenendosolo il fondo sottostante Tarchion, e recuperandocomplessivamente 34 milioni, con una perdita di 10 milioni. Il Monte ha comunque gia’ avviato le procedure dicopertura sulle perdite che potrebbero arrivare dai prodottistrutturati ancora in essere chiedendo ulteriori 500 milionidi ”Monti bond” e portando il totale degli aiuti di stato a3,9 miliardi. Di questa somma, 2 miliardi sono ex-novo, 1,9 miliardiarrivano dalla trasformazione dei vecchi aiuti di statoricevuti nel 2009 (Tremonti-bond) e non ancora restituitinonostante l’aumento di capitale da 2,1 miliardi del 2011 alservizio del rimborso dei Tremonti-bond. Con lo scoppio dellacrisi del debito sovrano, il Monte si ritrovo’ infatti, acausa delle perdite sui Btp a lunga scadenza, con unulteriore deficit di capitale da 3,2 miliardi. In partecolmato con risorse interne e in parte da colmare con iMonti-bond.

Intervistato da ‘Radio 24′, ieri, Viola e’ tornato adassicurare che ”dal punto di vista gestionale la banca stacontinuando a operare assolutamente in modo regolare”.

Pero’ ”il mercato da tempo attribuisce al titolo Mps unosconto molto forte e molto piu’ elevato rispetto ai propricompetitor sul patrimonio netto, questo a mio avviso e’sintomo del fatto che ancora il mercato non crede a quelloche potra’ essere il miglioramento dei fondamentali implicitonel piano industriale”, ha concluso il manager.

Proprio il tema dei derivati sara’ uno di quelli chesaranno sicuramente al centro dell’interrogatorio di AntonioVigni. I Pm senesi Aldo Natalini, Antonino Nastasi e GiuseppeGrosso chiederanno al manager anche informazioni espiegazioni sull’acquisizione di Antonveneta e sullemodalita’ di finanziamento dell’operazione. Quello di domanisara’ uno dei punti centrali di questa fase delle indagini,in attesa che venga riprogrammato l’interrogatorio diGiuseppe Mussari. L’ex presidente, ieri, si e’ avvalso dellafacolta’ di non rispondere per l’impossibilita’ di uno deisuoi legali, l’avvocato Tullio Padovani, di prendere parteall’incontro con i Pm. Ma ha dato la disponibilita’ a rispondere alle domande deimagistrati. Sara’ quindi sentito a breve, probabilmente gia’entro la settimana.

afe-men/mau

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