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Giovedì 31 gennaio 2013 - 20:11

Fisco: ISEE, il governo studia la revisione (SCHEDA)

(ASCA) – Roma, 31 gen – Allo studio del Governo la revisionedell’ISEE, l’Indicatore della Situazione EconomicaEquivalente. L’attestato che consente ai cittadini diaccedere, a condizioni agevolate, alle prestazioni sociali oai servizi di pubblica utilita’. In particolare, l’ISEE e’ ilrapporto tra l’indicatore della situazione economica (I.S.E.)e il parametro desunto dalla Scala di Equivalenza dove l’ISErappresenta il valore assoluto dato dalla somma dei redditi edal 20% dei patrimoni mobiliari e immobiliari dei componentiil nucleo familiare.

In pratica, si tratta di uno strumento di calcolo che,tenendo conto di diversi fattori, rappresenta la situazioneeconomica di un nucleo familiare: reddito, patrimonio(mobiliare e immobiliare) e delle caratteristiche di unnucleo familiare (per numerosita’ e tipologia).

L’attestazione ISEE viene rilasciata da un Centro diassistenza fiscale al quale il richiedente deve presentaretutta la documentazione riferita al proprio nucleo familiare,come ad esempio la copia dell’ultima dichiarazione deiredditi, il contratto di affitto, l’estratto del contocorrente, l’eventuale situazione del patrimonio finanziario.

Il documento e’ necessario per accedere, ad esempio, adagevolazioni sulle tariffe di vari servizi. L’entita’ dellosgravio viene graduata proprio sulla base dell’ISEE: le fascedeterminate dagli indicatori corrispondono infatti a tariffeagevolate che contemplano una riduzione dell’importo delservizio che varia dal 30 all’85%.

La revisione stasera sul tavolo del Consiglio dei Ministririentra in una piu’ ampia strategia per stringere il cerchiointorno ai cosiddetti finti poveri. Il Governo si pronuncera’attraverso una ”deliberazione motivata” che consentira’ disuperare il mancato accordo con la Conferenza delle Regionidovuto al voto negativo della Lombardia, come richiesto dallaCorte Costituzionale. Insieme al redditometro, il nuovo ”riccometro” e’ parteintegrante della manovra sui conti pubblici ed e’ finalizzatoa rendere piu’ stringente la spesa dello Stato.

Per la prima volta, dunque, le amministrazioni pubblichepotranno misurare in modo piu’ attento il patrimonio deipropri residenti. Secondo le prime indiscrezioni la riformaprevedera’ una stretta sui redditi immobiliari, prendendo ariferimento il valore delle case e dei terreni ai fini Imu,cioe’ con la rendita rivalutata del 60%.

Sono previste, inoltre, norme anti-furbi perl’individuazione dei nuclei familiari: non importa se iconiugi hanno una diversa residenza anagrafica, sarannoconsiderati nuclei distinti solo se c’e’ una separazionegiudiziale o l’omologazione di una separazione consensuale.

Mentre un figlio maggiorenne non convivente con la famigliama a suo carico ai fini Irpef fara’ parte a pieno titolo delreddito familiare complessivo.

In tempi di crisi economica le frodi sulla spesa pubblicain Italia hanno subito un’ulteriore impennata: secondo unrecente rapporto della Guardia di Finanza nei primi nove mesidel 2012 sono stati erogati ben 3 miliardi di euro acittadini che non avevano i requisiti, quasi mezzo miliardoin piu’ di quanto era stato percepito abusivamente nellostesso periodo del 2011.

rba-mpd/mau

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