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Mercoledì 30 gennaio 2013 - 17:35

Fondi Ue: Corte Conti, Italia sempre piu’ contributore netto… (1 upd)

(ASCA) – Roma, 30 gen – ”Si aggrava la posizione dicontributore netto” dell’Italia per quanto riguarda i flussidei fondi comunitari tra l’Unione europea e gli Statimembri. Lo rileva la Corte dei Conti nell’annuale relazione alParlamento.

”Il dato piu’ significativo che emerge dall’analisi -osserva la magistratura contabile – e’ il notevole incrementodell’apporto del nostro Paese al finanziamento del bilanciocomunitario: 16 miliardi di euro, con un aumento del 4,9%rispetto al 2010. La contribuzione italiana subisce anchel’effetto dell’esito negativo delle procedure di infrazionepromosse nei confronti del nostro Paese (per il 2011 e’ statarilevata una cifra di 54,1 milioni, quantificata peraltrosoltanto rispetto ad alcune procedure). L’Italia (insieme adaltri Paesi) continua, inoltre, ad accollarsi una quota (nel2011 e’ stata di 700 milioni di euro) dei rimborsi al RegnoUnito per la correzione degli squilibri di bilancio. A frontedi cio’, il nostro Paese ha ricevuto dall’Unione europeaaccrediti per 9,3 miliardi di euro, con un aumento dell’1,3%rispetto al 2010. Si e’ percio’ notevolmente aggravata laposizione di contributore netto (6,7 miliardi di euro), nellaquale l’Italia si trova ormai da tempo”. La Corte ha poi esaminato l’andamento dei programmiriconducibili alla politica di coesione socio-economica, chemira a favorire uno sviluppo equilibrato ed armonioso tra levarie regioni europee, attraverso una serie di interventifacenti capo a tre obiettivi strategici: Convergenza;Competitivita’ regionale ed occupazione; Cooperazioneterritoriale. Per quanto riguarda l’obiettivo Convergenza (43,6 miliardidi euro, suddivisi in parti pressoche’ uguali tra contributicomunitari e cofinanziamento nazionale, destinati alleRegioni del Sud ed erogati attraverso il Fondo europeo disviluppo regionale/FESR ed il Fondo sociale europeo/FSE),l’esercizio 2011 registra miglioramenti nell’avanzamentofinanziario rispetto ai ritardi iniziali, con unaaccelerazione dell’attuazione per effetto di una serie diiniziative, tra cui l’adozione di un Piano di Azione Coesioneche rimodula e riconcentra gli interventi stessi.

Cionondimeno, sussistono ancora seri interrogativi sullacapacita’ delle nostre Amministrazioni, centrali e regionali,di riuscire ad utilizzare tutte le risorse allocate. Anche con riguardo all’obiettivo ”Competitivita’regionale ed occupazione”, destinato alle altre Regioni (conuna dotazione complessiva di 15,8 miliardi di euro, erogatiattraverso i due Fondi strutturali sopra citati), si sonoregistrati incrementi nei livelli di attuazione, piu’ marcatinel FSE rispetto al FESR; ma anche in questo caso si e’dovuto modificare l’originario quadro di programmazione perevitare il disimpegno di risorse. La stessa situazione si e’, infine, verificata sia perl’obiettivo ”Cooperazione territoriale europea” (cheraggruppa la cooperazione transfrontaliera, transnazionale edinterregionale e che prevede 2,6 miliardi di euro per iprogrammi a partecipazione italiana), sia per gli interventidel Fondo europeo per la pesca, che hanno fatto registrare,entrambi, bassi livelli di attuazione in termini dipagamenti. A fronte di cio’, la Corte dei Conti ha ancora una voltaauspicato l’impegno di tutti i soggetti interessatiaffinche’ si pervenga, alla fine del ciclo di programmazione,al massimo utilizzo delle somme stanziate. Mentre sul pianodei controlli, la relazione ha messo in luce, in viagenerale, il perdurare di carenze suscettibili di inficiarela corretta attuazione dei programmi e di innescare proceduresanzionatorie a carico dei responsabili. red/rf

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