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Lunedì 28 gennaio 2013 - 12:17

Crisi: Sangalli, imprese alzano voce per chiedere svolta politica

(ASCA) – Roma, 28 gen – ”Oggi si alza in Italia la voce dicentinaia di migliaia di imprese per chiedere una svoltanella politica economica del Paese. E’ la voce delle impresee delle professioni del commercio, dell’artigianato, deitrasporti, del turismo e dei servizi di mercato che oggi, perla prima volta insieme, si mobilitano in tutta Italia perchiedere alle forze politiche di puntare sulla ripresa e diinvestire sullo sviluppo”. Il presidente di Confcommercio enumero uno di turno di rete Imprese Italia, Carlo Sangalli,ha cosi’ iniziato l’intervento che ha dato il via in tuttaItalia alla Giornata di Mobilitazione Nazionale di ReteImprese Italia.

”Il futuro del Paese – ha detto Sangalli nel suointervento – e’ inscindibilmente legato alle piccole e medieimprese ed all’impresa diffusa. Senza impresa non c’e’ futuroe non c’e’ salvezza dell’Italia”.Per questo si deve”muovere dalle ragioni dell’economia reale, ovvero dellenostre imprese e del lavoro”. Cio’ che le imprese domandano a gran voce – ha spiegatoSangalli – ”e’, in fin dei conti, un Paese normale, dovefare impresa non significhi ne’ la quotidiana odissea delloscontro con una burocrazia barocca e miope, ne’ l’estenuantericerca di un credito bancario sempre piu’ difficile daottenere”. Dove non essere costretti a ”scontare i tempibiblici di pagamento delle pubbliche amministrazioni, facendocomunque puntualmente fronte ad una mole di tasse, che, peril contribuente in regola, sono arrivate oggi al 56 per centocirca di pressione fiscale complessiva. Dove fare impresasignifichi avere certezza del diritto, disporre diinfrastrutture e servizi pubblici efficienti, pagare costienergetici secondo standard europei. Dove pmi e impresadiffusa siano una risorsa e non una marginalita’ dasuperare”.

Sangalli si e’ poi rivolto direttamente alla politica.

”Vogliamo vedere i programmi elettorali – ha detto – emisurarli sulle esigenze tanto delle imprese cherappresentiamo quanto degli interessi generali dell’Italia. Enon ci accontentiamo ne’ di promesse, ne’ di sogni ediffidiamo di ogni scorciatoia”. Le imprese non chiedono”privilegi ma opportunita’ e strumenti per tornare acrescere”, ma pretendono nello stesso tempo ”impegnipuntuali e coerenza di azione”. red/red

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