Header Top
Logo
Martedì 21 Novembre 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Economia
  • Crisi: Sabatini, sviluppo Mezzogiorno al centro politiche di crescita

colonna Sinistra
Sabato 26 gennaio 2013 - 13:18

Crisi: Sabatini, sviluppo Mezzogiorno al centro politiche di crescita

(ASCA) – Roma, 26 gen – ”Per il futuro assetto politico eistituzionale del Paese il rilancio del Mezzogiorno nondovra’ essere l’ennesima occasione perduta. La priorita’politica ed economica e’ liberare le energie e leopportunita’ del Sud Italia, per renderlo protagonista dellafase di crescita che sara’ possibile solo proseguendo sulterreno delle riforme. Crescita dimensionale delle imprese,infrastrutture, sicurezza e investimenti mirati sulle risorsespecifiche e tradizionali del territorio sono le quattrocolonne portanti su cui ricostruire le basi di uno sviluppotroppe volte mancato. Le banche continueranno ad assicurareil necessario sostegno anche in un contesto di perdurantedifficolta”’. Lo ha afferma il Direttore Generale dell’Abi,Giovanni Sabatini, oggi alla tavola rotonda ‘Le Bancheitaliane per il Paese’, nel corso della sesta tappa a Messina- dopo Cuneo, Vicenza, Ancona, Viterbo e Lecce – del RoadShow Italia. L’iniziativa e’ stata avviata dall’Abi conl’obiettivo di raggiungere i territori e rendere ancora piu’concreto ed evidente quanto le banche fanno per la comunita’,soprattutto nella difficile fase congiunturale che il Paesesta attraversando.

”Ora che i mercati finanziari stanno mostrando segnali dirallentamento delle turbolenze che danneggiano pesantementeeconomie ad alto debito come la nostra – ha sottolineatoSabatini – occorre mantenere una forte attenzione sui contipubblici e concentrarsi sulle soluzioni aperte dall’accordosulla produttivita’ per rafforzare il sistema industriale etutelare l’occupazione. Stabilita’ e crescita sono le duevariabili della complessa equazione che dobbiamo risolvereper assicurare il futuro del nostro Paese”.

”In Italia – ha ribadito Sabatini – imprese bancarie ealtre imprese condividono un destino comune. Tanto piu’ nelMezzogiorno che ha bisogno di recuperare risorse e concreteprospettive su settori peculiari legati al turismo o a tuttala filiera agroalimentare, anche investendo sulla crescitadimensionale delle aziende per soddisfare una qualunqueambizione verso l’export”.

Proprio sulle Pmi, l’Abi valuta con moderato ottimismo ilrinvio dell’entrata in vigore di Basilea 3. ”Questo – haaggiunto Sabatini – dovrebbe permettere alle banche dioperare con maggiore fluidita’ sul fronte delle erogazioni,perche’ le regole originarie della normativa avrebbero potutodeterminare, invece, un credit crunch tecnico. E’ obiettivodi tutti evitare limitazioni creditizie alle imprese aprescindere dal vero rischio di credito aziendale”.

E’ anche vero che per facilitare l’accesso al creditooccorre continuare ad allentare le tensioni che aumentano lapercezione del rischio paese. Per Sabatini ”cio’ significariportare questo rischio a livelli ragionevoli, precedenti il2011, per immaginare che costo e quantita’ del creditopossano migliorare. Il livello attuale dello spread e’certamente un’ottima notizia, ma e’ pur sempre il doppio senon il triplo della congiuntura pre-crisi”.

”E’ fondamentale – ha proseguito Sabatini – che crescanel Paese la consapevolezza del ruolo delle banche e delfatto che le difficolta’ che oggi si stanno manifestandonell’erogazione creditizia potrebbero accentuarsi se leimprese bancarie fossero sottoposte a ulterioripenalizzazioni, specie sul piano fiscale e regolamentare. Inun quadro congiunturale e prospettico che presenta molteplicifattori di compressione della redditivita’, le banchedovranno recuperare sia sul fronte dei ricavi sia sul frontedei costi, sfruttando le nuove tecnologie, aumentandoflessibilita’ ed efficienza a vantaggio dei clienti”.

Su questo percorso gravano insostenibili aumenti dellapressione fiscale: rispetto ai principali competitorseuropei, nella media degli ultimi 10 anni, si e’ registratauna tassazione superiore di 15 punti percentuali. Tale onerecomporta un effetto negativo sulla capacita’ diautofinanziamento delle banche italiane, che si riflette inuna minore capacita’ di sostenere l’economia econseguentemente in una riduzione del gettito complessivo.

com-ceg/rf

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su