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Venerdì 25 gennaio 2013 - 10:04

Mps: Alexandria nota sul Web da marzo 2012. Ammontare e trading anomali

(ASCA) – Roma, 25 gen – La recente scoperta di Alexandria, ilderivato foriero di perdite milionarie per il Monte deiPaschi di Siena, ha suscitato le canoniche polemiche sullatempestivita’ dell’azione delle autorita’ di vigilanza.

Bankitalia ha sottolineato di essere stata ingannata, stessodestino per Consob. Il contratto e’ stato certamenteoccultato, ma nemmeno troppo bene. Il buco di Alexandria diventa di dominio pubblico sul Webnel marzo del 2012, presentato dallo scrittore seneseRaffaele Ascheri, animatore del blog dell’EreticodiSiena.

Poi, a maggio, diversi dettagli li fornisce in primaserata la trasmissione televisiva Report. E due giorni doposcatta la maxiperquisizione della Gdf al Monte dei Paschi. Il presidente Alessandro Profumo e l’amministratore dellabanca, Fabrizio Viola, stanno lavorando per mettere ordinealla caotica situazione ereditata dalla precedente gestione.

Prima di capire come si e’ chiuso, sicuramente in perdita, il2012, c’e ancora da comprendere come sono andati gli esercizi2008 e 2009. Incertezze frutto della disinvolta operativita’di cui per anni ha goduto l’Area Finanza di Mps. Come accadeil 15 dicembre del 2005, quando il Monte investe 400 milioniin un veicolo appositamente costruito da Dresdner Bank, sichiama Alexandria Capital. L’investimento, da quanto spiegauna fonte autorevole, potrebbe essere stato contabilizzatotra le 4 filiali estere del Monte, dove non c’era gente ingrado di capirlo. Alexandria e’ un Cdo, Collateralized debt obligation, alquadrato, cioe’ a sua volta investe, nello stesso giorno, inun altro Cdo dal nome Skylark, di cui Dresder e’, alcontrario di Alexandria, unico bookrunner. La differenza traAlexandria e Skylark sta nel prezzo: il primo prodotto ha unospread di 80 punti base, il secondo di 90: una differenza chegenera subito un extraprofitto di circa 3/4 milioni per chilo incassa, piu’ le commissioni.

Curiose le modalita’ di investimento dei 400 milioni.

Alexandria, al pari di Skylark, e’ un prodotto dellaDresdner, logico acquistarlo da chi lo ha confezionato, comecontroparte diretta si evitano di pagare commissioni. InveceDresdner vende a Mps solo 260 mln di Alexandria, gli altri140 vengono intermediati dal broker coerano Coyro. Unpercorso singolare. Il resto e’ noto, a partire dal 2008 ilmercato dei Cdo crolla e cosi’, nel 2009, il valore diAlexadria si riduce a 180 milioni di euro. Per evitare dicontabilizzare le perdite arriva la ristrutturazione, ilMonte, abbassa il profilo di rischio dell’investimentoscambiando il contenuto di Alexandria con un prodotto a basedi titoli di Stato a lunga scadenza, anche questi poi fruttodi perdite a causa della crisi dei Btp. E, in un giorno,Alexandria recupera, fittiziamente, 220 milioni di perdite.

”Due le anomalie di questo deal. Una, la miriade deibroker coinvolti quando non ce ne sarebbe stato bisogno; laseconda l’ammontare dell’investimento pari a 400 milioni,quando in genere su questi strumenti si facevano operazionida 20/30 milioni a seconda della taglia della banca cheinveste. E, quella del Monte, non era certo adatta perassumere un rischio cosi’ elevato. Oltre che seguire i nomiesotici di questi prodotti, talvolta potrebbe essere utileseguire gli spostamenti degli uomini che li trattavano, daentrambi le parti”, spiega, all’Asca, una fonte vicina allavicenda. men/mau

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