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Venerdì 25 gennaio 2013 - 16:15

Fondazioni: Guzzetti, no a modifiche della legge Ciampi

(ASCA) – Torino, 25 gen – Giu’ le mani dalle fondazioni. Loha ribadito con forza, nel pieno della crisi Mps, GiuseppeGuzzetti, presidente Acri, l’associazione delle fondazioni diorigine bancaria, oggi a Torino per l’illustrazione delbilancio 2012 della Compagnia di San Paolo.

Secondo Guzzetti un intervento legislativo sarebbe nocivoo ininfluente, mentre il sistema ha dimostrato di saperintervenire in autonomia. ”Siamo contrari a che ilparlamento rimetta mano alla legge Ciampi – ha detto Guzzetti-, perche’ delle due l’una: o si vogliono toccare alcunipunti decisivi sul perche’ della nostra natura e della nostracostituzione, oppure sono questioni di caratteremarginale”.

”Noi – spiegato Guzzetti – prima del legislatore ci siamofatti carico della carta delle fondazioni perche’ noi stessiabbiamo ritenuto che dopo venti anni fosse necessario fareanche una riflessione. Guarda caso – ha aggiunto -, uno deipunti trattati e’ proprio il rapporto tra i partiti, la partepubblica e le nostre fondazioni – ha detto in riferimento alperiodo ‘sabbatico’ necessario nel passaggio tra il ruolopolitico e gli incarichi nelle fondazioni -: non si puo’passare dalla politica immediatamente alle fondazioni, non sipuo’ essere immediatamente ristorati in qualche modo dallaperdita di una funzione pubblica attraverso il passaggio infondazione. L’abbiamo scritto, abbiamo ripetuto che questoriguarda talvolta anche poteri economici, che voglionomettere le mani sulle fondazioni, ma se vogliamo l’autonomia,dobbiamo rispettarla”.

I punti fondamentali, vale a dire la gestione delpatrimonio e l’attivita’ di carattere erogativo, hasottolineato Guzzetti ”sono stati ben definiti” dalla leggeCiampi e dalla sentenza 300 della Corte costituzionale, ”eli riteniamo tuttora validi”. Il rischio sempre incombente,ha fatto intendere Guzzetti, e’ che le fondazioni possanodiventare uno strumento ‘improprio’ per abbattere il debitopubblico. ”Ecco perche’ – ha detto – su questa polemica delrimettere mano sul piano legislativo alle fondazioni sotto ladefinizione del tagliando che poi non mi piace molto perche’il tagliando si fa alle macchine e non a corpi vitali comesono le fondazioni, bisogna essere molto chiari, per evitareche ritorniamo alla situazione del 2002”. Ma quello dellariduzione del debito, si e’ domandato Guzzetti, e’ compitodelle fondazioni ”o alla riduzione del debito deveconcorrere qualcun altro?”. Le Fondazioni hanno naturaprivata, ha ribadito il presidente Acri: ”Si vuole mantenerela natura privata delle fondazioni o si vuole portar via lastoria delle nostre casse, banche di riferimento che eranoenti privati come la Compagnia Sanpaolo?”. La partepubblica, ha sottolineato Guzzetti, ”non ha mai messo unalira o un euro o un tallero” e la Corte Costituzionale ”hadetto che siamo privati in ragione di questa politica, non diuna definizione giuridica che ci ha attribuito la naturaprivata”. eg/sam/

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