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Giovedì 24 gennaio 2013 - 20:34

Ilva: azienda, magistratura valuti conseguenze sociali dei sequestri

(ASCA) – Roma, 24 gen – L’esercizio del potere discrezionaleda parte dei Giudici di Taranto ”avrebbe consentito econsente” la valutazione ”di ogni elemento diopportunita”’ del provvedimento di sequestro dei prodottifiniti e semilavorati dell’Ilva tra i quali ”in primoluogo” ogni ”conseguenza sociale che ne deriva”. E’ quantosottolinea l’azienda in una nota in cui intende avanzare”alcune precisazioni in merito al comunicato stampa diffusodal procuratore Franco Sebastio in data odierna”.

”Il Provvedimento di sequestro delle aree a caldo del GipPatrizia Todisco datato 25 luglio 2012 – ricorda l’Ilva -disponeva l’immediato spegnimento degli impianti di tutte learee a caldo dello stabilimento. Su questa specificadisposizione il provvedimento e’ stato formalmente esostanzialmente riformato dal Tribunale di Taranto che hadisposto l’utilizzo degli impianti confermando la nomina didue custodi. Ai custodi il giudice ha assegnato in viaesclusiva la piena gestione delle aree a caldo, attribuendoai medesimi ogni potere (anche di spesa) e responsabilita’,sotto la supervisione della procura della Repubblica diTaranto che settimanalmente ha sistematicamente ricevutoaccurate relazioni in merito”.

”Il Provvedimento di sequestro dei materiali prodotti,finiti e semilavorati, da parte della Magistratura – proseguel’azienda – ha natura meramente facoltativa cosi’ comel’eventuale confisca anche in caso di sussistenza dei reaticontestati; l’esercizio del potere discrezionale da parte deiGiudici di Taranto avrebbe consentito e consente quindi lavalutazione di ogni elemento di opportunita’ dell’emissionedel Provvedimento. Andrebbe in primo luogo valutata ogniconseguenza sociale che ne deriva”.

Secondo l’Ilva, infine, ”sulle questioni di legittimita’costituzionale proposte si ritiene la manifesta infondatezzaposto che la tutela della salute e’ costituzionalmentedemandata agli organi di Governo, che con la decretazioned’urgenza ne ha tenuto conto, e non alla Magistratura”.

com-fgl/

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