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Mercoledì 23 gennaio 2013 - 18:06

Produttivita’: Cgil, decreto inadeguato e sbagliato

(ASCA) – Roma, 23 gen – Il provvedimento sulla produttivita’e’ ”inadeguato e sbagliato, nella forma e nella sostanza” eper questo il giudizio della Cgil e’ ”negativo”. In unanota la segretaria nazionale del sindacato di corso d’Italiaanalizza e commenta il dpcm sulla detassazione del salario diproduttivita’, motivando cosi’ la bocciatura: ”Nella formariprende e addirittura peggiora i contenuti dell’accordoseparato sulla produttivita’, nella sostanza perche’ e’sprovvisto di criteri che possano effettivamente incidere suuna autentica crescita della produttivita”’.

Nel dettaglio nella nota si osserva che il decreto”cancella, in via definitiva, qualsiasi riferimento a vocipreviste dai contratti nazionali di lavoro (turni, lavoronotturno, lavoro festivo e domenicale). Voci checostituiscono prestazioni che incidono, piu’ di altre, sullaproduttivita’ e sulla competitivita’ delle imprese con ilrisultato di ridurre cosi’ le retribuzioni dei lavoratoriinteressati a queste prestazioni in quanto non piu’beneficiari della detassazione riconosciuta negli annipassati”.

In alternativa, spiega ancora la segreteria della Cgil,”vengono introdotti criteri del tutto avulsi da questicontesti di orario, quali la fungibilita’ delle mansioni(leggi demansionamento), l’impiego delle nuove tecnologie inrapporto alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori (leggicontrollo a distanza) che possono al contrario deprimere laproduttivita’ perche’ peggiorano le condizioni di lavoro e idiritti delle persone”. Il sindacato punta inoltre il ditocontro ”l’altrettanto grave intervento sull’autonomia dellacontrattazione, e quindi sull’attuale previsione deicontratti nazionali, laddove il decreto prevede il criteriodel non superamento delle due settimane di ferie consecutivee della programmazione non continuativa delle giornateresidue per poter usufruire della detassazione.

L’unico aspetto ”salvaguardato dal decreto” e’ per laCgil ”la conferma della detassazione sui premi diproduttivita’ che costituisce una prassi per larga partedella contrattazione svolta in questi ultimi ultimi anni”.

Infine, per quanto riguarda gli importi, ”se da una parte e’stata recepita la richiesta dell’innalzamento a 40 mila eurodel reddito di riferimento su cui agisce la detassazione,dall’altra e’ stato ridotto a 2.500 euro il tetto deibenefici per singolo lavoratore che negli anni passati eraprevisto fino a 6 mila e poi sceso a causa dei tagliintervenuti”. Per queste ragioni, quindi, conclude la nota Cgil, ”ilnostro giudizio sul decreto e’ negativo. Si tratta ora diverificare nel rapporto con le controparti se esistono lecondizioni concrete entro le quali la contrattazionecollettiva puo’ esercitare comunque una funzione positiva peraffrontare il rapporto tra salari e produttivita’, in unquadro di corrette relazioni tra le parti”.

red/glr

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