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Mercoledì 23 gennaio 2013 - 16:27

Crisi: Fmi, per l’Italia ancora un anno di recessione

+++ Nel World Economic Outlook tagliate a -1% le stime sulPil 2013. Confindustria presenta un progetto per la crescita”in grado di mobilitare 316 mld in 5 anni”+++.

(ASCA) – Roma, 23 gen – Anche nel 2013 economia italiana inapnea secondo il Fondo Monetario Internazionale, che tagliale stime sull’economia della penisola e prevede un altro annodi recessione con un pil negativo dell’1% rispetto alla stimedi -0,7% delle previsioni dell’ottobre scorso.

Nell’aggiornamento del World Economic Outlook, glianalisti del Fmi mantengono invariata la stima sul prossimoanno con una crescita zero per l’economia italiana.

Confermata anche l’accelerazione dell’economia globale nelcorso del 2013, pur se a un ritmo leggermente inferiorerispetto alle previsioni di ottobre.

Gli analisti del Fmi stimano per l’anno in corso unacrescita al 3,5% rispetto al 3,4% di ottobre mentre l’annoprossimo l’economia mondiale si sviluppera’ a un ritmo del4,1%. ”L’economia globale si rafforzera’ nel 2013 – affermail Fmi – anche se in maniera piu’ graduale rispetto allestime di ottobre”. Le azioni politiche hanno ridotto i rischi acuti di crisinell’area euro e negli Stati Uniti ma in particolare per ipaesi del club dell’euro la ripresa e’ destinata a slittare.

Il Fmi sottolinea che se non si materializzeranno i rischi dicrisi e se le condizioni dei mercati finanziari continuerannoa migliorare la crescita globale potra’ ulteriormenterispetto alle previsioni. Tuttavia i rischi di downsiderimangono ”significativi” in particolare nell’area euro enegli Stati Uniti nell’ipotesi di una ”eccessiva” manovradi consolidamento a breve termine ei conti pubblici.

La crescita economica sara’ ancora trainata dalle economieemergenti e dagli USA. Per le economie emergenti il Fmi stimauna rescita del pil nel 2013 a un ritmo del 5,5% rispetto al5,6% delle stime di ottobre mentre per l’anno prossimo e’confermato un tasso di crescita al 5,9% con la Cina checontinua ad essere la locomotiva (confermate le stime di un+8,2% nel 2013 e +8,5% l’anno prossimo).

Quanto specificamente all’area euro, le condizionifinanziarie registrano miglioramenti ma la ripresa economicae’ destinata a slittare e per il 2013 si profila un altroanno con pil negativo, indica l’aggiornamento del WorldEconomic Outlook. I paesi dell’Eurozona nel 2013 mostrerannouna crescita negativa dello 0,2% con un taglio delle stime di0,3 punti rispetto a ottobre mentre per il 2014 il pil delclub dell’euro tornera’ a variazioni positive con un +1%(+1,1% a ottobre scorso).

Il Fi sottolinea che la prospettive a breve terminedell’area euro sono state riviste al ribasso ”anche se iprogressi a livello nazionale sul consolidamento dei contipubblici e il raforzamento delle politiche europee hannoridotto i rischi e migliorato le condizioni finanziarie deipaesi periferici”.

Il taglio delle stime sulla crescita – spiega il Fmi -riflette ”i ritardi nella trasmissione all’economia dellariduzione degli spread e delle migliorate condizioni diliquidita’ delle banche ma anche l’elevata incertezza sullesoluzioni alla crisi”.

Il Fondo Monetario Internazionale tuttavia prevede che nelcorso del 2013 le condizioni miglioreranno ”grazieall’implementazione delle politiche di riforme perfronteggiare la crisi”.

L’aggiornamento del World Economic Outlook rileva comunqueche l’area euro continua ad essere ”un rilevante fattore dirischio” per l’economia globale, ”in particolare nel casodi una prolungata fase di stagnazione dell’economia pereffetto di rallentamenti sul fronte delle riforme”.

Il Fmi sottolinea che gli sforzi che stanno compiendo ipaesi periferici ”devono essere ostenuti e supportati”dall’Europa attraverso una piena applicazione dei firewall eutilizzando la flessibilita’ prevista dal fiscal compact. IlFmi sollecita inoltre ulteriori progressi sul terreno dellapiena unione bancaria e di una maggiore integrazionefiscale.

CONFINDUSTRIA, UN PIANO PER LA CRESCITA – Le proposte diConfindustria per la crescita del paese ”innalzeranno iltasso di crescita al 3%, portando ad aumento del Pil di 156miliardi di euro in cinque anni”. Cosi’ Giorgio Squinzi,presidente di Confindustria, nel corso di una conferenzastampa per presentare il ”Progetto di Confindustria perl’Italia: crescere si puo’, si deve”.

Il numero uno di Confindustria ha poi spiegato chel’occupazione si espanderebbe di 1,8 milioni di unita’ e iltasso di disoccupazione scendera’, sempre in cinque anni,all’8,4% dal 12,3% atteso per il 2014.

Il progetto di Confindustria per l’Italia, ”e’ in gradodi mobilitare 316 miliardi di euro in cinque anni”, ha dettoSquinzi.

”La crisi sta lasciando profonde ferite. E’ alto ilrischio di distruzione della nostra base industriale. Servonoscelte immediate, forti e coraggiose, senza le quali neiprossimi anni non cresceremo piu’ dello 0,5% all’anno.

Dobbiamo tornare a crescere”, ha sotrtolineato il presidentedi Confindustria.

men/mau

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