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Martedì 22 gennaio 2013 - 14:10

Ilva: Fim-Cisl, grave non dissequestrare prodotti finiti

(ASCA) – Roma, 22 gen – ”Mentre sono sempre piu’ chiari glieffetti che produrrebbe la chiusura dell’Ilva di Taranto,tutti abbiamo ridiscusso le posizioni rimettendoci in giocoper assicurare un futuro sostenibile alla siderurgia inItalia e a Taranto. Tuttavia, non e’ pensabile che nel nostropaese ci sia una piccola parte della magistratura cheselezioni quali sono le leggi da applicare, finanche ledenunce che le vengono presentate. E’ assurdo da parte di chidovrebbe sovrintendere al rispetto delle leggi”. E’ quantoafferma Marco Bentivogli della Fim Visl aggiungendo che ”lamagistratura non ha nelle sue prerogative la decisione sullavita e la morte degli stabilimenti, ma impedire che siviolino le leggi. Abbiamo visto di buon grado l’interventoiniziale per colmare anni di vuoto politico e d’incapacita’risolutoria. Serve ora, il ripristino di un maggioreequilibrio dei poteri dello Stato, anche perche’ lasituazione attuale ha due effetti, entrambi negativi: nonambientalizzare lo stabilimento e il territorio e mette arischio ventimila famiglie fornendo un ottimo alibiall’azienda per non dar corso all’AIA”.

Dopo la disponibilita’ dell’Ilva a destinare i proventidei prodotti sequestrati all’applicazione dell’Aia e salari,riteniamo che il Governo debba dar corso quest’oggi aldecreto che aveva annunciato venerdi’ sera”.

”L’intervento della Procura e’ stato utile e importante,ma e’ il momento di cambiare rotta altrimenti il protagonismoimportante avuto sin qui cambiera’ di segno i suoi effettisaranno devastanti per l’ambiente e per i lavoratori che nonmeritano di pagare il conto per le colpe di altri”.

red/did/

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