Header Top
Logo
Sabato 24 Giugno 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Economia
  • Aeroporti/Roma: GroundCare, mobilita’ per 220 dipendenti ex Flight Care

colonna Sinistra
Giovedì 17 gennaio 2013 - 18:57

Aeroporti/Roma: GroundCare, mobilita’ per 220 dipendenti ex Flight Care

(ASCA) – Roma, 17 gen – Richiesta di mobilita’ per circa 220dipendenti ex Flight Care, con oltre 400 addetti dellasocieta’ di handling operante su Fiumicino e Ciampino gia’ incassa integrazione. E’ la situazione descritta oggi a Roma,in una conferenza stampa, dall’ing. Roberto Sartori,presidente e amministratore unico di GroundCare, handler nato120 giorni fa dalla fusione di Globe Ground Italia Spa eappunto Flight Care Italia, societa’ per azioni del gruppospagnolo Versia. ”Nel 2006 Flight Care Italia fatturava 70 milioni di eurocon mille addetti – ha spiegato Sartori – nel 2012 ilfatturato e’ sceso a 42 milioni di euro con 1200 dipendenti.

Uno squilibrio non sostenibile”. Per Sartori, gia’ responsabile di Globe Ground Italia,societa’ che opera dagli anni ’90 sempre nel settoredell’handling negli aeroporti di Linate e Malpensa, si e’arrivati a questo squilibrio per diversi fattori: in primisil mancato rispetto della cosiddetta ”clausola sociale”,quella cioe’ che dovrebbe vedere il travaso di lavoratori dauna societa’ ad un’altra nel caso di cambiamento di providerdi servizi da parte di una compagnia aerea.

La liberalizzazione nel comparto ha portato, ad esempio,solo a Fiumicino la presenza di 6 societa’ di assistenza aterra. Troppe per Sartori, con il risultato che le tariffesono scese ben oltre i livelli dettati dalla logicaconcorrenza e i vettori ne hanno subito approfittato.

L’esempio secondo Sartori e’ Lufthansa: Globe Ground, oggiGroundCare, era nata proprio dallo scorporo delle attivita’di terra di Lufthansa in Italia, acquisita nel 2006 da ungruppo di imprenditori lombardi, tra cui la famigliaSartori.

Il nuovo handler aveva cosi’ partecipato con Lufthansa allacreazione del progetto della filiale italiana della compagniatedesca, fatturando dal 2009 al 2011, 20 milioni di euro con250 dipendenti e aprendo dal 2009 alle attivita’ di fullhandling anche a Fiumicino. La fine del progetto Italia,cosi’ come la scelta di Lufthansa di stipulare contratti menocostosi con altri handlers (Aviapartner su Milano e AviationServices a Roma) ha determinato, senza l’applicazione dellaclausola sociale, una sovraesposizione sul fronte delpersonale per Flight Care a Roma e anche per Globe Ground (lacui holding controlla anche Adiuva attiva anche nel settoreaviazione generale su Genova attraverso la controllata CGA).

Solo il cambio di partner fatto da Lufthansa su Fiumicino,per Sartori ha significato 190 lavoratori a rischio, ed oggicon richiesta di mobilita’, non travasati nella struttura cheha stretto la commessa con il vettore tedesco. Da segnalareche sia Flight Care sia Globe Ground, e adesso GroundCare,hanno una preminenza di lavoratori a tempo indeterminato,piu’ di 900, non compatibili secondo l’azienda con le tariffeattualmente di mercato che prevederebbero invece l’uso inforze di lavoratori a tempo determinato se non stagionali.

Peraltro, anche per le nuove norme sul mercato del lavorostanno creando difficolta’ per la risoluzione della vicenda:il ministero infatti ha rimandato il tutto alla RegioneLazio, e la Regione Lazio dice di attendere indicazioni inmerito dal ministero. Il piano di riorganizzazione aziendalee’ comunque, a detta dei vertici, volto al rilancio: ”Siamosbarcati a Fiumicino convinti che in 3-5 anni il businesspossa crescere, attualmente pero’ c’e’ traffico piatto e laclausola sociale, non applicata, crea solo disoccupazione. Mapuntiamo, anche in virtu’ della convenzione-contratto diprogramma di AdR, alle potenzialita’ derivanti allo sviluppodello scalo ed anche di Ciampino, dove per esempio nelsettore aviazione generale contiamo di aprire attivita’ dimanutenzione, adesso mancanti, come gia’ facciamo aGenova”.

L’invito ad AdR pero’ e’ ad una maggiore attenzione alletariffe applicate agli handlers, per Sartori alte epenalizzanti a fronte di una competizione fortissima tra iplayer presenti. ”Su questo – ha concluso – abbiamo gia’avviato un confronto con Aeroporti di Roma. Per noi i costivanno scaricati sulle compagnie aeree, non su chi fa iservizi di terra. Noi paghiamo, e veniamo pagati, adaeromobile, se poi e’ pieno o e’ vuoto non c’e’ differenza.

Invece la differenza per la compagnia aerea c’e”’.

ap/sat

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su