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Mercoledì 16 gennaio 2013 - 14:04

Gme: online il nuovo numero della newsletter

(ASCA) – Roma, 16 gen – E’ on line, scaricabile dal sitowww.mercatoelettrico.org, il nuovo numero della Newsletterdel Gestore dei Mercati Energetici (GME).

La newsletter apre con un intervento di Emanuele Vendramindel RIE che traccia un bilancio della situazione europea editaliana alla chiusura del periodo di riferimento delProtocollo di Kyoto. In base ai documenti recentementepubblicati dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, sottolineaVendramin, ”nel 2011 le emissioni di gas serra nell’EU-15 sisono ridotte del 3,5% rispetto al 2010 con un calo di circail 14% rispetto ai livelli del 1990, mentre la discesa e’stata meno marcata nell’EU-27 (-2,5% corrispondente ad un-17% rispetto al 1990)”. Cinque Stati membri (Francia,Germania, Grecia, Svezia e Gran Bretagna) raggiungeranno ilproprio target esclusivamente tramite le misure domestiche. Irimanenti dieci (tra cui l’Italia) dovranno, invece,ricorrere all’impiego dei meccanismi flessibili. Attualmente,in base ai dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, osservaVendramin, ”le emissioni italiane nel 2011 si attestano aquota 490,3 Mton, in diminuzione di 11,1 Mton rispetto al2010 (-2,2%) ed inferiori di 29 Mton (-5%) rispetto ailivelli del 1990”. Per il 2012, anno per il quale i dati nonsono ancora disponibili, il RIE stima ”un’ulteriorecontrazione delle emissioni fino a quota 472 Mton, indiminuzione di 18,3 Mton rispetto al 2011 (-3,7%) edinferiori dell’8,6% rispetto ai livelli del 1990”. Per laprima volta, ammette, ”l’Italia si attesterebbe su valoriinferiori al target previsto dal Protocollo di Kyoto (483,3Mton)”. Se venissero confermate le previsioni, il gapemissivo annuo italiano, considerando anche i carbon sinks eil ricorso ai crediti internazionali (AAU, CER, ERU ),risulterebbe compreso, secondo l’analista del RIE, ”tra unvalore minimo di 5,5 Mton (nel caso i crediti CER generatiammontino a 2 Mton/anno e nel caso vengano riconosciutiassorbimenti per 16,3 Mton/anno) ed un valore massimo di 15,9Mton (nel caso i crediti CER generati ammontino a 1,8Mton/anno e nel caso vengano riconosciuti assorbimenti per6,1 Mton/anno)”. Da questi dati, per Vendramin, si possonotrarre due importanti considerazioni: ”La prima e’ che lacrisi economica e finanziaria, che ha attanagliato il nostroPaese tra il 2011 ed il 2012, e la contemporanea caduta delcarbon market hanno sicuramente giovato alla riduzione delleemissioni e dei costi per la compliance di Kyoto. La seconda- conclude l’esperto del RIE – e’ che la strategia mostratadal governo italiano, che ha rimandato fino all’ultimo lapredisposizione di piani di acquisto per i creditiinternazionali, scelta che nel 2008 poteva sembrare moltorischiosa poiche’ tutti gli analisti erano concordi nelprevedere una crescita dei prezzi della CO2, si sta invecerivelando vincente”.

All’interno del nuovo numero sono pubblicati, inoltre, iconsueti commenti tecnici, relativi i mercati e le borseelettriche ed ambientali nazionali ed europee, la sezionededicata all’analisi degli andamenti del mercato del gasitaliano e la sezione di analisi sugli andamenti in Europa,che approfondisce le tendenze sui principali mercati europeidelle commodities. La nuova pubblicazione GME riporta,inoltre, come ormai e’ consuetudine a gennaio, i dati annualisulle contrattazioni del mercato elettrico per l’anno 2012.

com-fgl/

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