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Lunedì 14 gennaio 2013 - 15:19

Produzione industriale: Cisl, punto partenza e’ rilancio costruzioni

(ASCA) – Roma, 14 gen – ”Novembre e’ stato ancora un mesenegativo per l’industria italiana, con un livello produttivoche ormai ha bruciato tutti i passi in avanti del ciclo diripresa precedente. Su cio’ influisce anche la recessionedell’area europea, in cui tuttavia a novembre e’ cresciuta,sia pur di poco, la produzione in Francia, Germania e RegnoUnito. La Spagna, al contrario, e’ nelle stesse condizioninettamente recessive dell’Italia, a testimonianza che ilriequilibrio economico dei conti pubblici senza politiche dicrescita ha effetti devastanti sul sistema industriale”. Loha dichiarato Luigi Sbarra, Segretario Confederale dellaCisl, commentando i dati Istat relativi alla produzioneindustriale di Novembre che vede un calo dell’1,0% rispettoad ottobre, e del 6,6% nei primi undici mesi del 2012,rispetto allo stesso periodo del 2011. ”Sono in recessione – ha proseguito Sbarra – oltre isettori connessi con la domanda interna di consumi edinvestimenti, anche le produzioni con maggior capacita’ diesportazione, che avevano dato un contributo importantissimoalla ripresa precedente. In questa situazione sono in aumentoi casi di crisi e difficolta’ delle aziende, come prova ilforte aumento della richiesta di cassa integrazione”. Per Sbarra ”la situazione industriale mostra segnali digrande tensione produttiva e sociale, che il nuovo governodovra’ affrontare con grande determinazione. Il punto dipartenza, non piu’ differibile, e’ il rilancio del settoredelle costruzioni, la cui profonda crisi e’ una causadeterminante dei bassi livelli di produzione attuale. Inparticolare l’attenzione va posta sulle infrastrutturenecessarie alla crescita e sulla riqualificazione delpatrimonio abitativo pubblico e privato”. ”Accanto a nuove politiche industriali nel segnodell’innovazione – ha concluso Sbarra – la gestione di questadifficilissima fase dovra’ tenere conto anche del numerocrescente di aziende in crisi e ristrutturazione, che nonrappresentano un trascurabile incidente di percorso, ma lapossibile scomparsa di importanti settori e produzioni dallanostra struttura industriale”. Secondo il sindacalista ”occorrono strumenti nuovi e piu’efficaci d’intervento, in grado di coinvolgere capitaliprivati nazionali ed esteri e soprattutto di ricondurre adunitarieta’ il governo delle risorse di provenienzanazionale, europea, regionale e locale, su obiettivicondivisi e con una governance interistituzionale aperta alcontributo delle parti sociali”.

red/glr

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