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Lunedì 14 gennaio 2013 - 09:23

Metalmeccanici: Uilm, piu’ manifatturiero e sostegno a Fondo Ue sviluppo

(ASCA) – Roma, 14 gen – ”Investire nel manifatturieroattraverso le buone pratiche della conoscenza e lavorare perun Fondo europeo di sviluppo che punti agli investimentiinfrastrutturali ed in tecnoscienza”. E’ quanto si leggenell’editoriale di ”Fabbrica societa”’, il giornale deimetalmeccanici Uil, ”on line” da domani. ”La propaganda in vista di un fine elettorale – scriveAntonello Di Mario, direttore del giornale sindacale -snatura il significato profondo delle cose. L’obiettivo dichi assiste e partecipa e’ quello di non farsi travolgeredagli eventi, ma di gestirli attraverso un preciso punto divista. Il nostro e’ noto. Noi siamo quelli che abbiamorinnovato il contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanicie puntano a rinnovare quello specifico di primo livello pergli addetti dell’intero gruppo Fiat. Insomma, siamo quelliche a testa alta e a pieno titolo rivendicano una coerentepolitica industriale a favore dell’economia nazionale basatasoprattutto sul rilancio del manifatturiero. Rilanciare losviluppo nel settore metalmeccanico significa agire sulle”startup’ innovative del manifatturiero. Per farlo occorreadottare una politica economica orientata al lungo periodo,capace di coniugare creativita’ d’impresa e innovazione coninvestimenti in capitale umano e conoscenza”.

Nonostante la crisi, il manifatturiero rimane il settoredove val la pena di investire.”La manifattura nazionale,ovvero la fabbrica di oggetti materiali – continua Di Mario -resta comunque lo spazio migliore dove si potranno coniugarei valori imprenditoriali con quelli del lavoro attraverso lebuone pratiche della conoscenza”. In vista del voto politico, pero’, per il sindacatometalmeccanico e’ bene porsi anche obiettivi sovranazionali.

”Se e’ questa una ricetta in chiave italica – si sottolineanel ”pezzo” in questione – e’ bene indicarne almenoun’altra collegata all’ottica europea. Ci vuole un Fondoeuropeo di sviluppo che punti agli investimentiinfrastrutturali ed in tecnoscienza, attraversol’approvazione in sede comunitaria di un apposito trattatointernazionale. Attirerebbe, per esempio, Paesi con ingentiriserve valutarie desiderosi di investire nell’economia realeeuropea. Ecco, se nel corso della prossima campagnaelettorale, ascoltassimo ragionamenti di questo tipo,anziche’ propaganda, ci tornerebbe la voglia di sostenerliattraverso una precisa espressione di voto”.

red/glr

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