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pubblicato il 01/mag/2011 14:02

1 maggio/ Marsala, Cgil Cisl Uil in piazza all'insegna dell'Unità

Camusso: Solo la coesione potrà far crescere il mondo del lavoro

1 maggio/ Marsala, Cgil Cisl Uil in piazza all'insegna dell'Unità

Marsala, 1 mag. (askanews) - Erano migliaia stamattina a Marsala, le persone che hanno preso parte alla grande manifestazione del primo maggio che ha visto sul palco di piazza della Repubblica i leader di Cgil, Cisl e Uil Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Un'occasione dettata dalla volontà dei vertici delle tre maggiori sigle sindacali, di intrecciare la festa dei lavoratori con quella per i 150 anni dell'Unità d'Italia. E proprio "unità" è stata la parola d'ordine pronunciata dal segretario della Cgil Susanna Camusso, che ha rivolto un appello affinché si ritrovi la coesione tra le diverse sigle: "Da questa piazza oggi deve partire l'occasione per riflettere su quegli aspetti negativi che le divisioni sindacali hanno avuto sino ad oggi - ha detto la Camusso -. Se il mondo sindacale non è unito, non può rendere unito il lavoro, nè renderlo forte e farlo crescere". Nel suo intervento, la sindacalista della Cgil ha poi rivolto un pensiero al ruolo di primo piano ricoperto dalla scuola pubblica, e alla necessità di "tutelarne la sopravvivenza contro la politica dei tagli" che ha portato in piazza migliaia di precari. "La scuola - ha detto la Camusso - ha fatto il nostro Paese unito e libero. Senza possibilità di emanciparsi, i nostri ragazzi e le nostre ragazze non potranno sperare in un futuro democratico. Uno Stato che taglia le politiche sociali e i servizi al cittadino, è destinato a regredire". Altro nodo fondamentale del suo intervento è stato quello sugli immigrati, e sulla necessità di un loro completo inserimento nel sistema produttivo italiano, che passa anche per "la concessione del diritto di voto agli stranieri che lavorano onestamente, e pagano le tasse nel nostro Paese". Sul palco di Marsala anche il leader della Uil Luigi Angeletti, che ha spiegato come nel panorama delle riforme da attuare, sia prioritaria quella per far fronte a due "grandi anomalie" del nostro Paese. "Non abbiamo delle grandi imprese - ha detto Angeletti - ma abbiamo grandi evasori fiscali. Abbiamo il record di un sacco di italiani molto benestanti, più ricchi di quanto non sia la stragrande maggioranza di lavoratori dipendenti, che non pagano tasse. E soprattutto siamo il Paese che spende più soldi di tutti gli altri per amministrare la cosa pubblica". Alle parole di Angeletti hanno fatto eco quelle del segretario della Cisl Raffaele Bonanni, che ha voluto sottolineare la necessità, in tempi rapidi, di una riforma che non determini ulteriori pressioni sulle tasche delle fasce più deboli, e soprattutto "ponga fine alle uscite in libertà di quei piè di lista che permettono alle nostre amministrazioni e alle nostre istituzioni di sperperare soldi senza alcun pudore per lo stato in cui versa l'Italia".

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