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Martedì 13 marzo 2018 - 07:02

Trump blocca l’acquisizione di Qualcomm da parte di Broadcom

Mossa per tutelare la sicurezza nazionale Usa
Trump blocca l’acquisizione di Qualcomm da parte di Broadcom

New York, 13 mar. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha bloccato il tentativo di Broadcom di comprare Qualcomm in un’operazione da 142 miliardi di dollari, la più grande di sempre nel settore tecnologico. Di conseguenza, le speranze del produttore di microprocessori con sede a Singapore di prendere il controllo della rivale americana sono definitivamente tramontate dopo quattro mesi intensi di proposte ostili, ripetutamente rifiutate dall’ambita preda.

Nell’ordine diffuso dalla Casa Bianca, il leader Usa ha spiegato che l’acquisizione avrebbe minacciato la sicurezza nazionale americana. Per questo “il takeover proposto di Qualcomm da parte dell’acquirente è proibito e ogni fusione, acquisizione o takeover equivalente, a prescindere che sia diretto o indiretto, è a sua volta proibito”.

La mossa insolita di Trump è l’ennesima dimostrazione del suo approccio sempre più improntato al protezionismo. Essa segue l’intervento, altrettanto insolito, del Committee on Foreign Investment americano (Cfius); il panel che in passato ha bloccato vari takeover di società americane da parte di gruppi stranieri generalmente analizza un merger proposto solo dopo che i gruppi coinvolti hanno raggiunto un accordo; ma in questa caso era sceso in campo ordinando a Qualcomm di posticipare l’assemblea dei soci (originariamente prevista il sei marzo) per avere il tempo di studiare il caso; all’assemblea, Broadcom puntava a fare eleggere sei persone dentro il cda dell’azienda Usa; se ci fosse riuscita, ne avrebbe preso il controllo della maggioranza semplice. Così facendo avrebbe portato avanti la sua battaglia per conquistare Qualcomm direttamente dal board di quest’ultima società.

Sebbene Broadcom abbia sede a Singapore (e volesse per altro trasferire il suo domicilio in Usa anche per compiacere Trump), la preoccupazione principale di Washington era la Cina. Il timore è che con l’acquisizione, e magari la conseguente cessione di asset di Qualcomm, Pechino avrebbe raggiunto la supremazia nel settore dei semiconduttori e nello sviluppo delle tecnologie per la prossima generazione delle reti mobile (5G). Sempre la Cina è stata il target, seppur indiretto, dei dazi su acciaio e alluminio ufficializzati la settimana scorsa dal presidente Usa. L’amministrazione Trump crede che Pechino faccia passare i due metalli attraverso altri Paesi prima che arrivino in Usa a prezzi stracciati.

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