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Venerdì 19 maggio 2017 - 17:58

Net neutrality, Aterno: piano Fcc è tentativo di compromesso

"Importante evitare che si discrimini tra vari tipi di traffico"
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Roma, 19 mag. (askanews) – “ll principio della neutralità della Rete rappresenta una garanzia fondamentale per l’esercizio, da parte di cittadini ed imprese, di una lunga serie di libertà. Incrinare o ammorbidire questo principio significa consentire agli operatori di telecomunicazioni di essere lasciati liberi di garantire, in relazione a taluni servizi un livello di qualità garantito e superiore a quello del cosiddetto internet generalista”. È quanto ha detto a Cyber Affairs Stefano Aterno, avvocato, cassazionista e docente di diritto delle nuove tecnologie, commentando l’approvazione da parte della Federal Communications Commission (Fcc), l’agenzia che regola il settore delle comunicazioni americano, di un piano per iniziare a smantellare le regole sulla neutralità della rete volute dalla precedente amministrazione Obama.

“In altre parole”, sottolinea Aterno, “mentre la fornitura delle risorse di connettività agli utenti di base dovrebbe restare affidata al principio del cosiddetto best effort, le società di telecomunicazione dovrebbero poter garantire di più ai propri utenti per utilizzi speciali quali, ad esempio, la telemedicina e numerosi altri servizi di minore o di maggior interesse pubblico”.

Questo “piano di smantellamento delle regole sulla neutralità della rete”, rimarca ancora il legale, “non sembra comunque essere assoluto e sembra piuttosto un tentativo di compromesso. Rappresenta certamente un passo indietro che vanifica i risultati ottenuti sotto la presidenza Obama. Una rete non neutrale potrebbe anche decidere di rendere inaccessibili informazioni o servizi giudicati inadeguati”.

Per Aterno “si può argomentare che praticamente nessuna rete è completamente neutrale, per cui la neutralità rappresenta una condizione teorica verso la quale, secondo i sostenitori della sua opportunità, gli operatori e le reti possono idealmente tendere. Ma oggi una revisione delle regole potrebbe incidere sull’accesso alla Rete e soprattutto sulla qualità di tale accesso e quindi consentire un ritorno del potere esclusivamente in mano ai grandi operatori di telecomunicazioni”.

Ad ogni modo, conclude l’esperto, “occorrerà evitare, se si avranno margini di operatività, che questo potere discrimini tra i vari tipi di traffico, introducendo balzelli e pedaggi per i produttori di contenuti, in particolare se concorrenti. La preoccupazione è che il mancato pagamento di certi servizi possa portare ad un servizio scadente o del tutto assente che renda impossibile accedere ad alcuni siti web o ad alcuni servizi o l’uso di alcune applicazioni. La presenza di una scala di servizi basata su diversi livelli di costo non è esattamente conforme allo spirito con il quale è nata la Rete ed è una cosa che bisogna cercare di evitare con forza”.

(fonte: Cyber Affairs)

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