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Giovedì 25 agosto 2016 - 21:12

Banca Mondiale: Usa nominano Kim per secondo mandato presidenza

Mossa del Tesoro attesa ma contro volontà staff dell'istituto
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New York, 25 ago. (askanews) – Nonostante le lamentele dei dipendenti sulla sua leadership, Jim Yong Kim è stato nominato dagli Stati Uniti come presidente della Banca Mondiale per un secondo mandato quinquennale. Lo ha comunicato il segretario americano al Tesoro, Jack Lew, dicendosi “orgoglioso” di farlo.

Solo due giorni fa il board dell’istituto aveva annunciato l’inizio del processo per la scelta del suo nuovo numero uno invitando – come aveva fatto per la prima volta nel 2012 – i Paesi membri a sottoporre le loro candidature. Kim aveva detto di essere interessato alla rielezione. Il suo primo mandato scade il 30 giugno 2017.

Secondo Washington – che della Banca Mondiale è il principale azionista – “Kim ha usato il suo primo mandato per focalizzare la Banca Mondiale su come affrontare in modo innovativo le sfide globali più pressanti, dalla dine della povertà estrema alle inuguaglianze passando per il cambiamento climatico”. Lew ha spiegato che Kim “ha anche abilmente guidato le risposte a crisi come l’epidemia di Ebola e la crisi dei rifugiati”. Secondo l’amministrazione Obama, l’attuale presidente della Banca Mondiale “ha spinto per riforme necessarie nell’istituto al fine di sfruttare al meglio le conoscenze al suo interno e di sfruttare l’uso delle risorse finanziarie che gli azionisti forniscono”. Per questo, una sua rielezione – dice Lew – “permetterebbe alla Banca Mondiale di portare avanti queste importanti iniziative e riforme”.

La nomina da parte degli Usa era attesa e la rielezione di Kim è forse solo questione di tempo, anche alla luce di una tradizione che da sempre vede un americano scelto dagli Usa come presidente dell’istituto e un europeo alla guida del Fondo monetario internazionale (guidato dalla francese Christine Lagarde, rieletta a febbraio). Tuttavia questa è una tradizione criticata da più parti, anche dall’associazione dello staff della Banca Mondiale che in una lettera al board aveva chiesto di prendere in considerazione altri candidati.

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