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Venerdì 29 luglio 2016 - 16:38

Gb “sorpassa” eurozona e Usa sul Pil, ma era prima di voto Brexit

Paradossalmente è britannica la performance migliore nel II trim
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Roma, 29 lug. (askanews) – Crescita economica dimezzata nell’area euro nel secondo trimestre, con un più 0,3 per cento del Pil dai tre mesi precedenti e un più 1,6 per centro su base annua, un decimale in meno rispetto ai primi tre mesi. E non va molto meglio oltre Atlantico, l’attesa riaccelerazione degli Usa si è fermata ad un più 1,2 per cento su base annua, meno della metà del più 2,6 per cento mediamente atteso dagli analisti.

Nuovo segnali che confermano i timori di rallentamento dell’economia globale, che peraltro si sono moltiplicati dopo che a fine giugno i cittadini della Gran Bretagna si sono inaspettatamente espressi a favore della Brexit, al referendum sull’uscita dall’Unione europea.

Ma paradossalmente, è proprio il Regno Unito quello che esce “messo meglio” dalle stime preliminari sul Pil giunte in questa settimana.

Perché mentre Eurolandia ha accusato una netta frenata – dal più 0,6 per cento congiunturale segnato nei primi tre mesi dell’anno – e gli Usa come anzi detto hanno mostrato una performance nettamente più bassa delle attese, il Pil britannico ha invece sopreso in positivo, con accelerazione della crescita allo 0,6 per cento congiunturale, sempre nel secondo trimestre.

Ma il periodo in esame è stato coinvolto solo marginalmente dal contraccolpo della Brexit: si è votato il 23 giugno e successivamente ci sono stati solo 6 giorni lavorativi prima della fine del trimestre.

Per avere un riscontro dell’impatto sull’aggregato del Prodotto interno loro bisognerà attendere i dati del terzo trimestre, luglio-settembre, che per l’area euro verranno pubblicati da Eurostat il 31 ottobre.

Ad ogni modo le indagini sull’attività delle imprese di luglio hanno fornito un quadro diametralmente opposto a quello delineato dal Pil del secondo trimestre: consistente accelerazione negli Usa, marginale frenata nell’area euro e collasso ai minimi da 7 anni a questa parte in Gb. Anche per questo la sterlina ha mantenuto la dinamica debole cui è caduta dopo il voto, nel pomeriggio fluttua a 1,3191 dollari. L’euro invece oggi si è rafforzato a 1,1169 dollari.

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