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Mercoledì 22 giugno 2016 - 09:41

Volkswagen, oggi assemblea azionisti, attese contestazioni

Nel mirino silenzi e bonus manager, ma maggioranza blindata
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Roma, 22 giu. (askanews) – Promettono battaglia e contestazione dura, i piccoli azionisti del gruppo Volkswagen in vista dell’assemblea generale che si terrà oggi ad Hannover. I manager presenteranno all’approvazione il piano di sviluppo appena elaborato, che in buona misura vuole puntare sull’elettrico per ricostruire la reputazione della casa madre e dei 12 marchi controllati, a nove mesi dall’esplosione dello scandalo Diselgate.

Bisogna far dimenticare ai consumatori la vicenda che ha visto 11 milioni di veicoli equipaggiati con meccanismi che alteravano i valori delle emissioni di gas di scarico, per figurare meglio ai test di omologazione.

Ma agli occhi dei piccoli azionisti, questi stessi manager si presenteranno senza essersi adeguatamente “spogliati” di pratiche ritenute inaccettabili in una fase come quella attuale, in particolare di supersalari e bonus. Non c’è stato il colpo di scure che molti invocavano, peraltro non solo tra gli azionisti ma anche nell’opinione pubblica.

Ma ovviamente le contestazioni vanno ben oltre la questione delle paghe ai vertici. “Si discuterà poco di performance congiunturali e molto dello scandalo sui propulsori e sugli emolumenti”, ha avvertito Ulrich Hocker, capo dell’associazione di piccoli azionisti Dsw. Ha partecipato alle assemblee degli ultimi 20 anni e prevede che questa “sarà molto diversa, sarà molto contestata”.

Gli azionisti di minoranza tuttavia controllano solo un 11 per cento di capitale, laddove la maggioranza, il 52 per cento, è saldamente nelle mani delle famiglie Porsche e Piech, con un altro 20 per cento controllato dal Lander della Bassa Sassonia e un 17 per cento dell’emirato del Qatar.

Visti i numeri, l’appoggio degli azionisti al management non è in discussione. Semmai, invece di assistere ad una lunga carrellata di piccoli investitori che si prenotano per dire la loro, si potrebbe verificare una riunione in cui le associazioni degli azionisti di minoranza opereranno una strategia di contestazione più organizzata. Martellando soprattutto sull’accusa ai dirigenti di aver ritardato a informare gli azionsiti sulla gravità della questione. E ovviamente contestando i bonus. (con fonte Afp)

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