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Giovedì 16 giugno 2016 - 11:22

Il Financial Times contro la Brexit chiama a raccolta le imprese

Sarebbe un atto di autolesionismo. Bisogna votare "Remain"
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Roma, 16 giu. (askanews) – Il Financial Times si schiera senza riserve contro la Brexit. Quasi a fare da contraltare a The Sun – il tabloid scandalistico controllato dal gruppo Murdoch, che si è appena dichiarato favorevole all’uscita dall’Unione europea – a sette giorni dal referendum, il prestigioso quotidiano finanziario mette tutto il suo peso a favore della permanenza. E chiama a raccolta le imprese. Perché uscire dall’Ue “sarebbe un atto di autolesionismo gratuito”. E “prima che sia troppo tardi, i leader di impresa hanno il dovere di far sapere quale nel sarebbe il costo”.

Ma il problema dei costi economici è solo uno dei diversi argomenti elencati nel lungo editoriale, non firmato, e quindi inequivocabilmente attribuibile alla linea del quotidiano. Altrettanto inequivoco è il titolo: “La Gran Bretagna dovrebbe votare per restare nell’Ue”.

“Questo quotidiano ha sostenuto la partecipazione all’Unione europea fin dal suo ingresso, nel 1973”. Il FT smonta uno degli argomenti più battuti negli ultimi giorni dai fautori della Brexit, quello che uscire non sarebbe un danno così come non lo è stato non aderire all’euro. “Il Financial Times non appoggia l’adesione all’euro. Non avrebbe senso economico. Ma tenersi fuori dalla Ue è ben altra cosa: danneggerebbe gravemente l’economia britannica. Mentre l’Europa deve confrontarsi con l’estremismo islamico, la migrazione, l’espansionismo russo e i cambiamenti climatici l’impegno costruttivo (nell’Ue) è vitale. Si tratta di temi che possono esser affrontati solo collettivamente”.

In ballo, secondo il quotidiano, ci sono valori e questioni di principio: da un lato l’internazionalismo liberale – in cui, va da sé, il FT si riconosce – dall’altro “uno sparuto nazionalismo”. La scelta è “tra un sistema commerciale aperto e la marginalizzazione”.

Uscendo dall’Ue “la Gran Bretagna si ritroverebbe a subire le leggi, invece che essere tra coloro che le scrivono”. E la Brexit finirebbe per “reintrodurre una frontiera tra l’Irlanda del Nord l’Irlanda del SUd. Metterebbe a rischio l’integrità territoriale del Regno Unito, specialmente del nella Scozia indipendentista i voti per la permanenza dovessero risultare maggioritari in maniera schiacciante”. Si innescherebbe una crisi politica.

Il quotidiano non lesina critiche a Cameron per aver scelto questa strada. “Il suo azzardo di tentare con il referendum di sanare le divisioni nel partito Conservatore si è rivelato futile”. Ma adesso c’è il voto e il suo esito sarà “irrevocabile”, avverte il Ft. Potrebbe “assestare un colpo terribile all’ordine liberale post 1945”.

“Non è questo il momento di tornare alla Little England. Siamo la Gran Bretagna e abbiamo un contribuito da dare ad in mondo più prospero e sicuro. Il voto – conclude l’articolo – deve essere “Remain'”.

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