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Mercoledì 8 giugno 2016 - 18:27

Sudafrica, doccia fredda da Pil: I trim -1,2% e spettro recessione

Finisce il mito dei Brics. Tensioni presidente-ministro Finanze
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Roma, 8 giu. (askanews) – Un avvio d’annata peggiore del previsto e subito sul Sudafrica si addensa lo spettro recessione, dopo quella subita nel 2009 a seguito della crisi globale. Nel primo trimestre il Pil ha subito una contrazione dell’1,2 per cento rispetto ai tre mesi antecedenti, con una dinamica che ha colto in contropiede gli analisti. La Banca centrale e il Fondo monetario internazionale prevedono un già mesto più 0,6 sull’intero 2016.

Ma si tratta di stime che con ogni probabilità andranno ritoccate al ribasso dopo i dati di oggi, tenuto presente che una fonte privata, la Nedbank ha già quasi azzerato la sua previsione: Pil 2016 appena più 0,2 per cento.

Il verdetto sulla recessione arriverà con i dati di agosto sul secondo trimestre. Ma intanto è già abbastanza evidente che ci si trova di fronte ad un nuovo caso che mostra come i tempi d’oro dei Brics – l’acronimo inglese dei giganti emergenti Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – siano ormai alle spalle. I primi due Paesi sono caduti in pesanti recessioni, a riflesso di una molteplicità di fattori tra cui il collasso di petrolio e materie prime, l’India resiste su tassi di crescita esuberanti ma è da vedere per quanto, la crescita della Cina ha subito un rallentamento.

E ora tocca al Sudafrica. Nell’economia più sviluppata del Continente Nero i problemi non mancano. Il cruciale settore minerario ha subito una quasi ecatombe produttiva, con un meno 18,1 per cento nel primo trimestre che risente della caduta delle vendite di minerale di ferro, legata a doppio filo con la crisi dell’acciaio. Non va meglio nell’agricoltura con un meno 6,5 per cento. La disoccupazione è cronicamente alta, oltre il 27 per cento, è tra i giovani è ancora più elevata. L’inflazione supera il 6 per cento e la valuta nazionale, il rand, ha ceduto oltre un quarto del suo valore rispetto al dollaro negli ultimi due anni.

Come se non bastasse, ci si mette anche la possibile crisi politica. Già pochi mesi fa aveva destato non poco scalpore l’avvicendamento a raffica di ben tre diversi ministri delle Finanze, in meno di una settimana lo scorso dicembre. Ora le apparenti tensioni tra l’attuale titolare del dicastero, Pravin Gordhan, e il presidente Jacob Zuma, incolpato dall’opposizione dei malesseri dell’economia, non fanno sperare nulla di buono. Se non altro per ora il Paese è riuscito ad evitare declassamenti di rating.

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