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Martedì 7 giugno 2016 - 17:52

Bce punta il bazooka anche sulle società: al via shopping bond

I primi dati il 21 giugno; i nomi delle emittenti solo a luglio
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Roma, 7 giu. (askanews) – Si apre domani un nuovo capitolo del Quantitative Easing della Bce, con l’ampliamento del piano di acquisti alle obbligazioni di società non bancarie (corporate sector purchase programme, o Cspp). Oltre ai titoli di Stato, la Bce fa già incetta di bond di emittenti private, ma finora unicamente attingendo ad alcune particolari tipologie ritenute più solide, obbligazioni garantite e Abs, titoli legati ad un asset. Peraltro solo emesse da banche, su cui ha il potere di vigilanza.

In base a quanto deciso a marzo, con il nuovo potenziamento del Qe, l’Eurosistema spingerà il suo intervento ancora più in là nei confini del mercato, potendo effettuare shopping di obbligazioni dei settori più svariati. Un primo riscontro generale di quanto rastrellato arriverà dal resoconto settimanale su tutti gli acquisti che viene inserito nei dati sul bilancio.

Si potrà avere così una misura precisa sul contributo di questo nuovo braccio del Qe, il Cspp, al target mensile di acquisti di titoli, che sempre a marzo era stato alzato a 80 miliardi di euro dai precedenti 60 miliardi. Ma bisognerà probabilmente attendere martedì 21 (la situazione contabile consolidata dell’Eurosistema viene rendicontata ogni martedì), perché i titoli rilevati da domani saranno in regolamento a 2 giorni, quindi il loro impatto potrebbe “sforare” sulla tempistica del resoconto sulla settimana in corso, che verrà pubblicato il 14 giugno.

Intanto la Bce ha riportato un nuovo aumento complessivo di 11,1 miliardi di euro sulla mole del suo bilancio, a 3.078 miliardi totali. La scorsa settimana ha acquistato altri 17,6 miliardi in titoli di Stato.

Sul cosa la Bce acquisterà – coordinando le operazioni materialmente effettate dalle Banche centrali nazionali “in modo da garantire l’unitarietà della politica monetaria”, come recita il regolamento appena emanato – la questione si fa più complessa. Le Banche centrali nazionali effettueranno acquisti sui titoli nei rispettivi ambiti “territoriali” e indicheranno quali emissioni hanno rilevato su base settimanale, la Bce fornirà l’elenco completo ma solo con un consistente ritardo.

Il primo elenco di titoli rilevati arriverà solo il 18 luglio, per poi essere aggiornato su base settimanale. Peraltro la Bce non specificherà esattamente i nomi delle emittenti, ma fornirà un dato tecnico sulle obbligazioni rilevate, l’Internazional Securities Identification Number (Isin) dal quale si può risalire al gruppo debitore. Si tratta di qualcosa di molto simile ai codici Iban. I codici Isin iniziano con due lettere per il Paese dell’emittente (come IT per l’Italia) e sono seguiti da una serie di numeri. Non verrà però precisato l’ammontare relativo ai singoli bond rilevati.

Il programma della Bce prevede degli obblighi di segretezza anche a carico di coloro che vedono alla stessa i bond societari da loro posseduti. Queste “controparti” potranno infatti solo riferire che la Bce ha effettuato acquisti di titoli su un dato raggruppamento (come l’energia) e su una determinata scadenza, posto che il Cspp può puntare a titoli la cui maturazione spazia da 6 mesi a 30 anni.

Tutte queste cautele appaiono chiaramente legate alla volontà di evitare distorsioni di mercato. Tenendo presente che a differenza di quanto avviene sui titoli di Stato, in cui la Bce può acquistare emissioni solo già in circolazione (sul mercato secondario per non incappare nel divieto di finanziamento dei debiti pubblici) sui bond societari potrà muoversi già alle aste di emissione. Va infine rilevato che se successivamente il titolo dovesse subire declassamenti di rating tali da farlo uscire dai requisiti minimi di ammissibilità per gli acquisti, la Bce non sarà obbligata a venderlo.

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