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Mercoledì 25 maggio 2016 - 15:19

Ue: su Netflix e Amazon più cinema europeo

Bruxelles: regole più eque mercato digitale, più protezione minori
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Roma, 25 mag. (askanews) – La Commissione Europea vuole nuove regole per il commercio elettronico, dominato dai colossi Usa. La proposta per il mercato unico digitale, presentata oggi dall’esecutivo comunitario, prevede tra l’altro che nei servizi di streaming dei film disponibili nel Vecchio Continente Netflix, Amazon e gli altri operatori includano almeno un quinto di contenuti, film e show televisivi, prodotti in Europa.

La proposta, mirata a dare più spazio alla creatività europea riguarda anche le emittenti televisive europee. La Commissione vuole che le emittenti televisive continuino a riservare almeno metà del tempo di trasmissione alle opere europee e obbligherà i fornitori di servizi a richiesta a garantire almeno il 20% di opere europee nei loro cataloghi. La proposta chiarisce inoltre che gli Stati membri possono chiedere ai servizi su richiesta disponibili sul territorio nazionale di contribuire finanziariamente alle opere europee.

“Con queste nuove regole, si difendono il pluralismo dei media e l’indipendenza dei regolatori audiovisivi. Faremo anche in modo che incitamento all’odio non abbia spazio su piattaforme di video condivisione”, ha dichiarato in una nota Günther Oettinger, commissario UE per l’economia digitale.

Le nuove regole Ue dedicano anche grande attenzione alle piattaforme come Youtube e simili responsabili per la condivisione di video e alla protezione dei minori. Le piattaforme che organizzano e classificano grandi quantità di video dovranno tutelare i minori da contenuti nocivi (come la violenza e la pornografia) e proteggere tutti i cittadini dall’incitamento all’odio. Fra le misure dettagliate, strumenti che consentano agli utenti di segnalare contenuti illeciti, sistemi di verifica dell’età e sistemi di controllo genitoriale.

Per far sì che le misure siano efficaci e orientate al futuro, la Commissione inviterà tutte le piattaforme per la condivisione di video a collaborare nell’ambito dell’Alliance to better protect minors online (Alleanza per una migliore tutela dei minori online), al fine di elaborare un codice di condotta per il settore. I regolatori nazionali del settore audiovisivo non si occuperanno semplicemente di autoregolamentazione, ma avranno il potere di far rispettare le norme, che, a seconda di quanto previsto dalla legislazione nazionale, potranno anche comportare delle sanzioni.

Le proposte di Bruxelles puntano poi anche a eliminare gli ostacoli geografici per gli acquirenti di Internet con un piano che di fatto è l’ultimo passo verso la creazione di un mercato unico digitale europeo da 500 milioni di persone, che non avranno più ostacoli per da acquistare beni e servizi nel Paese comunitario più a buon mercato. “Il commercio elettronico in Europa non funziona nel modo migliore come potrebbe”, ha detto la commissaria Ue all’industria Elzbieta Bienkowska in una conferenza stampa a Bruxelles per presentare le proposte.

L’esecutivo di Bruxelles ha inoltre proposto che le aziende di commercio elettronico eliminino gli ostacoli a partire dal prossimo anno per i clienti Internet che cercano prezzi più convenienti di beni e servizi su siti in diversi paesi europei. Il sistema è noto come “geoblocking”, e attualmente limita i servizi come noleggio auto o acquisto di viaggio ai siti del Paese di origine dell’utente impedendo la ricerca di prezzi migliori su siti stranieri.

“La discriminazione tra consumatori dell’UE basata sull’obiettivo di segmentare i mercati lungo i confini nazionali non ha posto nel mercato unico”, ha detto Bienkowska.”Con regole più chiare, una migliore applicazione e una consegna più conveniente per i pacchi transfrontalieri, sarà più facile per i consumatori e le imprese avere il massimo del mercato unico dell’UE e dal commercio transfrontaliero”, ha detto.

In una proposta collegata, la Commissione ha invitato a rendere più conveniente la consegna dei pacchi transfrontalieri attraverso l’introduzione di una maggiore trasparenza dei prezzi e promuovendo la concorrenza.

Le proposte della Commissione dovranno ora essere approvate dagli Stati membri e dal Parlamento europeo.

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