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Martedì 24 maggio 2016 - 11:39

I G7 firmano sul clima ma finanziano carbone: 42 miliardi dollari

Rapporto Nrdc Wwf : Germania, Giappone guidano, Italia coinvolta
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Roma, 24 mag. (askanews) – I paesi del G7, Giappone e Germania in testa, continuino a finanziare massicciamente le centrali a carbone e l’estrazione del pericoloso combustibile fossile all’estero, in palese contraddizione con l’impegno assunto pubblicamente per limitare l’inquinamento da carbonio e gas serra. Anche l’Italia ha incredibilmente aumentato i propri crediti alle esportazioni per il carbone nel 2015, garantendo un prestito per la centrale a carbone di Punta Catalina nella Repubblica Domenicana.

E’ quanto emerge da un rapporto pubblicato oggi dal Natural Resources Defense Council (NRDC) dal WWF e da Oil Change International anticipando di pochi giorni l’apertura dei lavori del G7 previsto per il 26-27 maggio in Giappone. Il documento, intitolato “Swept Under the Rug: How G7 Nations Conceal Public Financing for Coal Around the World” dimostra come le maggiori potenze economiche stiamo nei fatti disattendendo gli impegni presi pubblicamente contro il riscaldamento climatico.

Poche settimane fa, a New York, 175 paesi hanno firmato l’accordo sul clima di Parigi, impegnandosi a contenere l’aumento della temperatura al di sotto di 1,5 gradi centigradi per evitare una catastrofe climatica. Nonostante gli impegni assunti, però, i paesi del G7 continuano a finanziare il peggiore dei combustibili fossili per miliardi di dollari, contribuendo ad aggravare il cambiamento climatico e le condizioni di vita di milioni di persone in tutto il mondo.

Tra le nazioni del G7, il Giappone si classifica come la peggiore, con finanziamenti pari a più di 22 miliardi di dollari per impianti a carbone all’estero nel periodo 2007-2015, e con l’annunciata intenzione di investire altri 10 miliardi di dollari in progetti futuri. Seguono la Germania con finanziamenti pari a 9 miliardi di dollari, gli Stati Uniti con circa 5 miliardi, la Francia con un ammontare pari a 2,5 miliardi di dollari, l’Italia con 2 miliardi di dollari, il Regno Unito con 1 miliardo e il Canada con meno di 1 miliardo.

Le emissioni delle centrali elettriche a carbone finanziate dai paesi del G7 dal 2007 al 2015 raggiungono un totale di 101 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno, provocando danni all’atmosfera, al clima del pianeta e alla salute della popolazione mondiale. Secondo il WWF, il finanziamento di nuove centrali a carbone nell’era dei cambiamenti climatici mina la promessa fatta a Parigi e lega i paesi in via di sviluppo ai carburanti fossili, che rappresentano il passato, invece che all’energia pulita, che rappresenta il futuro. (segue)

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