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Martedì 24 maggio 2016 - 09:57

Grecia,oggi Eurogruppo cerca compromesso su alleggerimento debito

Moscovici plaude a misure approvate: "Accordo possibile"
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Roma, 23 mag. (askanews) – Dopo sei mesi di trattative i ministri finanziari della zona euro con ogni probabilità dichiareranno che la Grecia ha approvato le riforme necessarie per sbloccare i 10 miliardi di euro di nuovi finanziamenti, anche se Atene – che se non ricevesse i fondi andrebbe in default a giugno – non otterrà ancora un via libera all’alleggerimento del suo debito a causa di una divergenza tra gli europei e il Fondo Monetario Internazionale.

L’approvazione del Parlamento della Grecia di nuove misure di salvaguardia sui conti pubblici rappresenta “una tappa” chiave del programma in corso, e secondo il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici a questo punto “ci sono le condizioni” per un accordo all’Eurogruppo di oggi. Nel corso della notte tra domenica e lunedì il Parlamento ellenico ha approvato un testo di 7.000 pagine, che include misure per rilanciare le privatizzazioni e una serie di clausole di salvaguardia sulle imposte indirette (come in Italia sull’Iva) per evitare gli sforamenti di deficit.

Provvedimenti che consentono ad Atene di presentarsi con “i compiti a casa fatti” all’Eurogruppo, in cui spera di raggiungere un accordo su quell’alleggerimento del debito invocato fin dalla difficilissima trattativa per il nuovo programma di aiuti, dell’estate 2015.

Negli ultimissimi giorni le distanze sembrano essersi accorciate tra il Fondo monetario internazionale, che reclama un consistente “debit relief” per continuare a partecipare al sostegno (ora retto solo dall’Ue) e i partner europei, tra cui la Germania il cui governo vuole evitare un nuovo voto del Bundestag sugli aiuti ai greci prima delle elezioni. Anzi, Berlino vorrebbe rinviare qualunque ipotesi di manovre sul debito ellenico al 2018.

Secondo alcune indiscrezioni di stampa, in occasione del G7 finanziario di Sendai, in Giappone, si sarebbe discusso di un possibile compromesso che prevederebbe un mini alleggerimento del debito, facendo leva sulla restituzione alla Grecia degli interessi dei suoi titoli di Stato posseduti dalla Bce. Ma anche un trasferimento di parte del debito greco posseduto dal Fmi al partner Ue.

Il tutto mentre si avvicina la fase più accesa della campagna referendaria in Gran Bretagna sulla permanenza nell’Unione europea. Il voto sulla Brexit sarà il 23 giugno e secondo alcuni osservatori indirettamente lo spettro di questo evento, che potrebbe avere conseguenze economiche nefaste un po per tutti, come appena ribadito dal G7, potrebbe aiutare la Grecia ad avere una Commissione europea “più conciliatoria”.

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