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Lunedì 23 maggio 2016 - 11:37

Eurolandia intrappolata nella bassa crescita, imprese in frenata

Indice Pmi ai minimi da 16 mesi, Pil II trim stimato a solo +0,3%
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Roma, 23 mag. (askanews) – Si conferma la dinamica di crescita sottotono nell’area euro, con una limatura dell’indice dei responsabili degli approvvigionamenti delle imprese, a 52,9 punti a maggio dai 52 di aprile, che secondo la società di ricerche Markit Economics è il livello minimo da 16 mesi a questa parte. Dopo una media di 53,2 nel primo trimestre, recita un comunicato, la debole lettura degli ultimi due mesi indica un possibile rallentamento nel secondo trimestre.

In questa indagine i 50 punti sono la soglia limite tra crescita e calo dell’attività. A maggio la crescita di nuovi ordini è scesa ai minimi da gennaio 2015 e i dati raccolti indicano che con molta probabilità a giugno l’espansione rimarrà debole o addirittura peggiorerà.

Secondo il capo economista, Chris Williamson, il Purchasing managers’ index (Pmi) “continua a dar prova di quanto la forte crescita economica del primo trimestre fosse solo temporanea”. I valori riportati corrispondono ad “una deludente espansione del Pil del secondo trimestre, solo dello 0,3 per cento”.

“Gli indici che generalmente anticipano le tendenze suggeriscono inoltre che, probabilmente, l’anno prossimo piuttosto che salire, la crescita s’indebolirà ulteriormente – aggiunge Williamson -. I nuovi ordini ricevuti sono aumentati al tasso più debole in quasi un anno e mezzo. Inoltre il livello di ottimismo delle aziende circa l’attività futura è sprofondato al livello più basso da luglio 2015”.

“L’indagine disegna quindi un’immagine della regione bloccata in una fase di bassa crescita”, conclude l’economista. Anche se molte aziende hanno continuato ad abbassare i prezzi per incentivare le vendite, secondo Markit il tasso di espansione dell’attività nel predominante settore del terziario è rimasto invariato per il terzo mese consecutivo, segnando la crescita minore da gennaio 2015. Anche le aspettative per l’attività futura sono scese ai minimi in dieci mesi.

Allo stesso tempo, il tasso di crescita della produzione manifatturiera è stato il secondo più debole da febbraio 2015, con un rallentamento anche nell’espansione dei nuovi ordini ricevuti dalle aziende.

Il livello occupazionale di maggio dell’eurozona è comunque aumentato per il diciannovesimo mese consecutivo. La crescita è guidata dalle aziende dei servizi sebbene anche quelle manifatturiere abbiano riportato una modesta crescita occupazionale.

Guardando ai diversi Paese, secondo Markit le accelerazioni dell’attività di Francia e Germania sono state controbilanciate da un’ulteriore frenata del tasso di espansione del resto dell’eurozona che ha toccato i minimi su 17 mesi.

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