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Venerdì 20 maggio 2016 - 10:09

Abbigliamento, Gap chiude 75 negozi, S&P taglia rating a BB+

Quinto trimestre consecutivo con ricavi e utile in calo
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New York, 20 mag. (askanews) – Messo sotto pressione per rilanciare le sue attività dopo uno scivolone prolungato delle vendite, Gap ha annunciato la chiusura entro l’anno fiscale 2016 di 75 negozi soprattutto all’estero inclusi tutti i 53 punti vendita a marchio Old Navy in Giappone. La misura comporterà costi per 300 milioni di dollari, una perdita di vendite annuali di 250 milioni ma nel lungo termine permetterà risparmi per 275 milioni all’anno e un miglioramento dei margini di quasi il 2%. La notizia è stata data ieri a marcati americani ormai chiusi congiuntamente a utili e ricavi trimestrali in calo per il quinto periodo di fila. Come se non bastasse, l’azienda non ha confermato i target finanziari per l’intero anno fiscale che aveva fornito a febbraio. Poco dopo l’annuncio dato da Gap, S&P ha tagliato il rating del gruppo di abbigliamento a BB+ da BBB-; l’outlook è stabile.

Il ridimensionamento in Giappone di Gap rappresenta una marcia indietro: nel 2012 il gruppo aveva scelto proprio quella asiatica come prima nazione in cui espandere Old Navy, allora il principale motore delle vendite dell’azienda con sede a San Francisco (California). Ora le ambizioni di crescita di questo brand “saranno ancorate al Nord America”, ha spiegato Gap in una nota in cui si spiega che “il Giappone resta un mercato importante per il portafoglio di Gap, con una presenza continua forte di oltre 200 negozi a marchio Gap e Banana Republic”. Nell’ultimo anno fiscale Gap contava 3.721 negozi in 51 Paesi.

Nei tre mesi chiusi il 30 aprile scorso, corrispondenti al primo trimestre fiscale, Gap ha registrato profitti pari a 127 milioni di dollari, o 32 centesimi per azione, in calo dai 239 milioni, o 56 centesimi per azione, dello stesso periodo dello scorso anno. I ricavi sono scesi a 3,44 miliardi da 3,66 miliardi. Le vendite nei negozi aperti da almeno un anno hanno registrato una contrazione del 5%, peggio del -4% visto nello stesso periodo del 2015.

Per l’anno fiscale intero, il gruppo – che a febbraio aveva previsto utili per azione di 2,20-2,25 dollari – ha detto che il consensus attuale degli analisti pari a 1,92 dollari per azione “è un target ragionevole” ma per raggiungere quel risultato “i trend nel settore dell’abbigliamento dovrebbero migliorare rispetto al primo trimestre” fiscale.

In attesa dei conti, il titolo Gap aveva guadagnato l’1,11% a 17,28 dollari. Nel dopo mercato ha guadagnato mezzo punto percentuale circa. Da inizio anno ha perso il 30%, segno delle pressioni esercitate da rivali come Zara e H&M.–

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