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Lunedì 9 maggio 2016 - 16:12

Il Fmi tira le orecchie alla Germania: accumula troppo surplus

Sia sui conti pubblici, sia negli scambi con l'estero
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Roma, 9 mag. (askanews) – Troppo “formica” la Germania. Sta accumulando eccessivamente sia in termini di avanzo di bilancio, sia sul surplus di partite correnti, ovvero gli scambi con l’estero che oltre ai beni includono anche servizi e poste finanziarie. Sono i due rilievi più critici sollevati dal Fondo monetario internazionale nel suo rapporto al termine della missione di ricognizione annuale (procedura ex Art IV).

Un documento che ripropone critiche da tempo rivolte anche dalle autorità europee a Berlino, che ha sistematicamente respinto queste argomentazioni. Ora però il Fmi accompagna con cifre precise i suoi rilievi: di questo passo la Germania finirà per strafare sul bilancio e per accumulare una posizione di investimenti netta con l’estero pari a quasi il 90 per cento del Pil.

E mentre il resto di Eurolandia fatica a crescere, a parere di molti osservatori proprio a riflesso dell’eccessiva parsimonia tedesca.

Secondo il Fmi “se le entrate fiscali dovessero rivelarsi superiori alle attese, come già accaduto a più riprese negli ultimi anni, le relative risorse addizionali andrebbero usate per promuovere ulteriormente gli investimenti. Nel medio termine, il bilancio in pareggio è atteso tornare in surplus in parte a causa dell’attenuarsi dei costi legati agli interessi sul debito, mentre l’incidenza dell’indebitamento dovrebbe tornare sotto il 60 per cento del Pil per il 2020”.

“Ci si attende che il risultato strutturale di bilancio si mantenga al di sopra dell’obiettivo di medio termine previsto dal Patto di stabilità e di crescita – dice ancora il Fmi – pari al meno 0,5 per cento del Pil”.

Intanto “quest’anno il surplus di partite correnti dovrebbe restare vicino a livelli da record. Riflette la combinazione di risparmio elevato e investimenti interni limitati, in parte a causa di prospettive di crescita modeste nel medio termine e di rischi. A causa del persistere di surplus considerevoli sul medio periodo, la posizione di investimenti internazionale netta continuerà a crescere rapidamente – conclude il Fmi – fino a raggiungere quasi il 90 per cento del Pil per il 2020”.

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