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Mercoledì 16 marzo 2016 - 08:33

Primo ministro Li: per economia Cina non ci sarà “hard landing”

Premier: continuiamo riforme strutturali, no licenziamenti in massa
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Roma, 16 mar. (askanews) – Nonostante il secco rallentamento della lunga corsa dell’economia cinese, non ci sarà un “atterraggio brutale”. L’ha affermato oggi il primo ministro Li Keqiang in conclusione del Congresso nazionale del popolo, il “parlamento” cinese, che ha approvato il Piano quinquennale elaborato dal Partito.

Li ha promesso un’intensificazione delle riforme strutturali, in particolare tagliando le sovrapproduzioni industriali da parte delle compagnie statali.

“L’economia in Cina è oggetto di difficoltà e di speranze confuse. Ma fondamentalmente le speranze superano di molto le difficoltà”, ha affermato il capo del governo, secondo il quale oggi Pechino “possiede degli strumenti di regolazione innovativi” per stimolare l’economia nel caso vi fosse un calo improvviso. “Dal momento che proseguiamo nelel riforme e nell’apertura, l’economia cinese non conoscerà un atterraggio brutale”, ha aggiunto Li, escludendo l’epotesi di un crollo della seconda economia mondiale.

Ma questa transizione non sarà comunque indolore, in particolare nel settore dell’industria pesante di stato, che soffre di un devastante sovradimensionamento produttivo. “Il governo controlla delle attività che dominano il settore industriale, mastodonti gestiti in maniera poco profittevole. Pertanto la ristrutturazione di questi grandi gruppi e la riduzione delle sovraccapacità proseguirà “senza ondate di licenziamenti” di massa. Questo nonostante il governo abbia preannunciato la scomparsa di 1,8 milioni di posti di lavoro nei settori el carbone e dell’acciaio.(Fonte Afp)

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