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Giovedì 3 marzo 2016 - 11:01

Eurolandia, si modera a febbraio la ripresa delle aziende

Frenata meno netta di quanto indicato in stime iniziali
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Roma, 3 mar. (askanews) – Frenata meno grave del previsto a febbraio dell’attività delle imprese nell’area euro. A zavorrare la performance è stato l’indebolimento della Francia, che tuttavia è stato bilanciato dalle performance di altri Paesi. I dati definitivi dell’indice dei responsabili degli approvvigionamenti riferiti dalla società di ricerche Markit Economics segnalano una limatura a 53 punti, dai 53,6 di gennaio, meno netta di quella che era stata indicata nella stime preliminare (52,7 punti).

Resta peraltro ad un valore espansivo, in quanto superiore alla soglia limite dei 50 punti. Il Purchasing managers’ index relativo alle sole aziende del terziario è sceso a 53,3 punti a febbraio, dai 53,6 del mese precedente. L’indice relativo alle aziende dei servizi dell’Italia ha segnato una accelerazione a 53,8 punti, dai 53,6 di gennaio.

Tonando al quadro complessivo di manifatturiero e servizi, i tassi di espansione della produzione sono rallentati in Germania, Italia, Spagna e Irlanda, mentre la Francia è tornata in contrazione per la prima volta in 13 mesi. Le pressioni sui prezzi sono rimaste negative, con cali modesti sia nei prezzi d’acquisto che di vendita.

Secondo Markit Il livello delle commesse in entrata di febbraio è aumentato ad un tasso più lento da un anno. Si sono anche riscontrati segnali di un rallentamento delle pressioni sulle capacità produttive. Nel frattempo l’occupazione è aumentata per il sedicesimo mese consecutivo, con aumenti degli organici sia nel manifatturiero che nel terziario.Tuttavia, il tasso di incremento composito è rallentato ai minimi su cinque mesi, riflettendo trend di crescita più lenti della produzione e dei nuovi ordini.

“I dati mostrano una prospettiva di crescita economica in ulteriore peggioramento rispetto al già esiguo tasso vistosi verso la fine dello scorso anno”, ha rilevato Chris Williamson, capo economista di Markit. “Germania e Italia hanno entrambe indicato le espansioni minori in cinque mesi, mentre la Spagna ha registrato il valore di crescita peggiore in 14 mesi. La Francia, invece, che rimane l’anello più debole, ha assistito al crollo dell’attività per la prima volta in poco più di un anno”.

“A questo punto del primo trimestre, se i Pmi della Germania, dell’Italia e della Spagna hanno tutti registrato una modesta crescita del Pil, la Francia sembra essere a rischio stagnazione. Il rallentamento della crescita dell’attività, unito ad un similare deterioramento del tasso occupazionale e al più consistente crollo dei prezzi di vendita in un anno, suggeriscono una perdita di slancio della ripresa dell’eurozona. La generale delusione – ha concluso Williamson – aumenta le probabilità che la Bce agisca con vigore per evitare un’altra recessione”.

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