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Lunedì 8 febbraio 2016 - 11:24

Acciaio, lettera Italia e altri 5 Paesi a Ue contro dumping Cina

"Reagire prima che i danni siano irreversibili"
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Roma, 8 feb. (askanews) – L’Italia, assieme a Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo e Polonia ha aderito ad un appello alla Commissione europea a reagire al “dumping” attuato dalla Cina sulla siderurgia, che “rischia di far sprofondare il settore europeo dell’acciaio”. Bisogna “utilizzare tutto gli strumenti disponibili”, affermano i ministri dell’industria dei vari Paesi, tra i quali la titolare dello Sviluppo economico Federica Guidi, in una lettera congiunta.

In particolare si chiede di far ricorso agli “strumenti di difesa commerciale nell’ambito delle regole dell’organizzazione mondiale del commercio”, il Wto.

Un appello che oltre al comparto specifico per il quale è rivolto, risuona inevitabilmente anche come una messa in discussione dell’ipotetico futuro riconoscimento alla Cina dello status di economia di mercato. Un tema controverso su cui è impegnata la commissaria europea al Commercio, Cecilia Malmstroem, che il mese scorso aveva chiesto al suo omologo cinese di ridurre le capacità produttive.

Sul settore, come in Italia ci sta un caso Ilva a livello europeo ci sono forti pressioni sul gigante Arcelor Mittal, mentre in Gran Bretagna diversi impianti sull’orlo della chiusura.

Secondo i produttori europei, la Cina sta di fatto vendendo acciaio sottocosto, in una fase peraltro già molto difficile in cui il comparto risente del rallentamento delle economie emergenti. I ministri firmatari invitano la Commissione muoversi di sua iniziativa e “a non aspettare che i danni dovuti a pratiche commerciali sleali diventino irreversibili”. (fonte Afp)

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