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Giovedì 4 febbraio 2016 - 16:25

Fmi, Lagarde: preoccupano crescita e sell-off mercati emergenti

Da loro dipende il 60% del Pil mondiale
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New York, 4 feb. (askanews) – Le economie emergenti e quelle in via di sviluppo generano quasi il 60% del Pil mondiale, mentre soltanto un anno fa non arrivavano al 50%. Lo ha detto Christine Lagarde, il direttore generale del Fondo monetario internazionale, in un discorso all’Università del Maryland in cui sottolinea come dalla crisi finanziaria del 2008 quelle economie hanno contribuito a oltre l’80% della crescita globale. Secondo il numero uno dell’istituto di Washignton, quelle economie hanno contribuito a una riduzione significativa della povertà: “Soltanto la Cina ha portato oltre 600 milioni di persone fuori dalla povertà negli ultimi tre decenni”.

Lagarde però ha messo in guardia: quei Paesi si trovano ora a fare i conti con una “nuova e dura realtà”: i tassi di crescita sono in calo, i flussi dei capitali hanno inverito rotta e le prospettive di medio termine si sono deteriorate in modo netto. Solo lo scorso anno, ha ricordato Lagarde, “i mercati emergenti hanno visto deflussi di capitale stimati in 531 miliardi di dollari contro i 48 miliardi di dollari di influssi nel 2014”. Per questo “nel breve termine il rallentamento della crescita, la dimensione dei deflussi di capitale e i recenti declini dei mercati azionari sono fonte di preoccupazione”.

L’Fmi stima che le economie emergenti e in via di sviluppo raggiungeranno i livelli di reddito delle economie avanzate a un passo più lento di due terzi di quanto stimato un decennio fa. “Ciò è negativo non solo per i mercati emergenti ma anche per il mondo avanzato che dipende dai mercati emergenti come destinazione degli investimenti e come consumatore dei suoi prodotti”. C’è il rischio di un aumento delle diseguaglianze, del protezionismo e del populismo, ha aggiunto Lagarde che invita nuovamente a una “partnership per la crescita” pruomovendo una “convergenza più veloce e sostenibile”.

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