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Mercoledì 27 gennaio 2016 - 19:39

Cinquanta sfumature del rublo: finti carcerati contro le banche

Protestano anche i bambini. "Tensione tra la gente è in crescita"
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Mosca, 27 gen. (askanews) – Mosca, 27 gen. (askanews) – Vestiti a strisce come i carcerati e bambini al seguito, erano 300 oggi i russi scesi in piazza a Mosca per chiedere la ristrutturazione del loro debito con la banca DeltaCredit. E non è la prima manifestazione dove i mutuatari in valuta estera, presi per il collo dalla crisi, chiedono la conversione del prestito in moneta nazionale, dopo che la divisa russa è crollata a oltre 83 rubli per un euro. Nei giorni scorsi sono state organizzate diverse azioni a Mosca, presso la sede di VTB24, Raiffeisen Bank, Absolut Bank. Oggi i partecipanti hanno chiesto un incontro con il management per discutere i nuovi termini. “La tensione tra la gente è in crescita, le persone sono indignate per il nuovo rinvio del negoziato”, ha detto uno dei partecipanti.

Alla manifestazione non autorizzata partecipavano anche i bambini vestiti con finte uniformi carcerarie. “Credo che resteremo qui fino a sera, fino a quando il management della banca non soddisfa le nostre richieste”, ha detto Snezana Yaroshuk, portavoce dei manifestanti. I dimostranti in realtà chiedono qualcosa di totalmente legittimo. Nel gennaio 2015 la Banca centrale ha emesso una lettera di raccomandazione, in cui ha proposto di ristrutturare i mutui in valuta estera, trasferendoli in rubli. Il regolatore raccomandava di utilizzare per la conversione al tasso di cambio ufficiale contro il rublo, fissato dalla Banca di Russia il primo ottobre 2014, a 39,38 rubli. Da allora però poco è successo rispetto a quanto richiesto dalla Banca, mentre sul fronte valutario ci sono stati momenti di panico e la situazione, anche dagli economisti più ottimisti, viene definita fortemente instabile.

Così, quella dei mutui in valuta estera, è soltanto un aspetto delle molte conseguenze per il crollo del rublo e la paura diffusa che questo sia solo l’inizio di una situazione ben più critica per l’economia russa. Molti economisti off the records confermano che la “pacchia è finita” e verranno tempi durissimi. PwC ha pubblicato oggi i risultati del sondaggio annuale, in cui sono stati intervistati 107 CEO delle più grandi aziende in Russia. La minaccia principale nel 2016, secondo gli imprenditori russi è la volatilità del tasso di cambio. Dal 2014 il numero di chi è convinto di ciò, è quasi raddoppiato ed è pari al 92%.

Quando finirà tutto questo? “La stabilizzazione avverrà solo dopo che il mercato globale delle materie prime toccherà il fondo”, ha dichiarato Natalia Orlova, capo economista di Alfa Bank, uno dei principali istituti di credito russo. Secondo lei il rublo, apparentemente in caduta libera, si stabilizzerà, ma solo dopo che il mercato del petrolio toccherà il fondo: in questo caso sarebbe possibile una diminuzione dei prezzi del Brent sino a 15-20 dollari al barile e l’indebolimento record della moneta russa a 90-95 rubli per dollaro.

Un incubo per molti. Non solo per chi ha contratto un’ipoteca in valuta estera (e non sono pochi i russi), senza prevedere che le materie prime avrebbero spinto il rublo ai minimi storici. Il dramma è per qualsiasi consumatore che vede un continuo e vertiginoso salire dei prezzi, in un Paese che ormai da troppo tempo importa principalmente prodotti finiti ed esporta soprattutto materie prime.

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