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Giovedì 21 gennaio 2016 - 12:04

Borsa, Asia ancora giù, ma stavolta non scatta l’effetto domino

Shanghai pesante, -3,22%, iniezioni liquidità servono a poco
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Roma, 21 gen. (askanews) – Un’altra seduta da dimenticare per i mercati della Cina e dell’Asia in generale, anche se stavolta gli scivoloni in estremo oriente non hanno dato vita ad una ondata di crolli a catena nel resto del mondo, almeno per ora. Shanghai ha chiuso in ribasso del 3,22 per cento, la più piccola Shenzhen al meno 3,79 per cento e la semiautonoma Hong Kong con un meno 1,49 per cento, finendo così ai minimi da 3 anni a questa parte.

Non è andata meglio a Tokio, dove l’indice Nikkei ha lasciato sul terreno un 2,43 per cento, mentre Seul ha limitato le perdite allo 0,27 per cento. I mercati asiatici dovevano ancora incorporare i pesantissimi ribassi che ieri hanno coinvolti prima l’Europa, poi Wall Street, sebbene con una moderazione sul finale di seduta.

In più risentono dei segnali di rallentamento della crescita economica in Cina, che in base ai dati sul Pil da poco diffusi nel 2015 è finita sotto il 7 per cento, che se per un paese dell’area euro sembra un exploit inarrivabile, per gli standard del Dragone rappresenta invece il valore più contenuto da 25 anni a questa parte. A poco è servita un prima maxi tranche di liquidità iniettate dalla banca centrale cinese nel sistema creditizio, 352,5 miliardi di yuan pari a poco più di 45 miliardi di euro.

A tarda mattina invece le Borse europee sono orientate al rialzo, con Milano al più 1,25 per cento, Parigi al più 0,82 per cento, Francoforte al più 0,67 per cento e Londra più 0,49 per cento.

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