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Giovedì 7 gennaio 2016 - 07:03

Banca mondiale: Pil 2016 eurozona +1,7%, crescita Italia debole

Limate le stime; per il nostro Paese atteso miglioramento graduale
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New York, 7 gen. (askanews) – La Banca Mondiale lima le stime di crescita della zona euro, la cui economia dovrebbe espandersi quest’anno dell’1,7%. Si tratta dello 0,1% in meno di quanto previsto la scorsa estate ma meglio del +1,5% stimato per il 2015. E’ quanto emerge dal rapporto intitolato “Global Economic Prospects. Spillovers amid weak growth”, in cui l’istituto di Washington ha tagliato le previsioni di crescita mondiale per il terzo anno di fila.

Nel documento si legge che la crescita nella zona euro nel 2017-18 dovrebbe essere in media dell’1,6%, appena sopra il potenziale”. L’attività economica, si legge nel documento, “si sta consolidando in Spagna, è in qualche modo deludente in Germania ed è ancora debole anche se in graduale miglioramento in Francia e Italia”.

Nell’area euro, “i bassi prezzi del greggio e condizioni di finanziamento favorevoli stanno sostenendo le spese al consumo e gli investimenti. In assenza di un ulteriore peggioramento, le preoccupazioni sulla sicurezza successivamente agli attacchi terroristici a Parigi [avvenuti il 13 novembre scorso, ndr] non dovrebbero avere effetti duraturi sulla fiducia e sull’attività” economica.

La Banca Mondiale fa notare che da quando la Banca centrale europea, lo scorso marzo, ha lanciato un piano di acquisto di bond, “le condizioni del credito sono migliorate e la crescita del credito è ripresa dopo anni di contrazione. Tuttavia, il credito resta limitato in alcuni Paesi a causa dei crediti deteriorati e dei bilanci delle banche indeboliti”.

Inoltre, “le preoccupazioni sulla deflazione sono diminuite dall’inizio del 2015 ma non sono scomparse, specialmente tra le econmie con alti tassi di disoccupazione nel lungo termine”. Il rapporto mette in guardia sull’apprezzamento dell’euro: “stando a vari modelli macroeconomici un incremento del 7% riduce la crescita del Pil dell’Area euro tra lo 0,2% e lo 0,4% e l’inflazione dello 0,1-0,5%”.

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