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Giovedì 10 dicembre 2015 - 15:40

Dieselgate, Volkswagen ammette: “Catena di errori” dal 2005

Gli ingegneri capirono che non si potevano rispettare i parametri
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Roma, 10 dic. (askanews) – E’ cominciato tutto nel 2005, quando dagli alti piani del gruppo Volkswagen venne calata una strategia di conquista del mercato nordamericano basata sui propulsori diesel, che oltre Atlantico erano poco diffusi. Sulle successive malversazioni della “catena di errori” che seguirono i massimi dirigenti non avrebbero responsabilità dirette, secondo i primi risultati delle indagini interne avviate. Ma è da quella scelta di fondo che si parte per arrivare allo scandalo mondiale sulle alterazioni ai gas di scarico.

Gli ingegneri infatti capirono rapidamente che non c’era verso di rispettare legalmente i parametri richiesti dalle autorità americane, nei tempi e nei costi preventivati. E così si inventarono il trucco che alterava le emissioni. Questo, in sintesi, è il quadro illustrato dal presidente del consiglio di vigilanza di Volkswagen, Dieter Poetsch, durante una conferenza stampa fiume – è durata più di tre ore – in una sala stampa gremita al quartier generale di Wolfsburg.

“Una cosa è chiara – ha detto -: siamo nel piano della prova più difficile che la nostra società abbia mai dovuto affrontare”. L’amministratore delegato Matthias Mueller ha cercato di rassicurare, ma forse con una scelta parole infelice. La situazione è “seria e tesa”, ha detto, anche se “non drammatica al punto da seppellirci”.

In Borsa gli esiti preliminari degli accertamenti non sembrano aver portato tranquillità. Anzi, invertendo la rotta rispetto ai rialzi che erano stati innescati ieri, dal ridimensionamento del filone di accertamenti sulle emissioni di CO2 (vicenda che sembra invece destinata ad avere conseguenze ridotte) il titolo ha iniziato a calare. Nel pomeriggio le azioni Volkswagen segnano un meno 0,61 per cento a 130,95 euro.

Intanto gli accertamenti condotti dalla società indipendente Jones Day proseguono e richiederanno altri mesi di lavoro per essere completati. Finora sono state sentire 380 persone ed è stato accumulato materiale equivalente a 102 terabyte. E parallelamente proseguono le indagini condotte dalle autorità di Stati Uniti, dove è esploso lo scandalo, e Germania, dove ha sede la capogruppo.

Sempre oggi Vw ha invece riferito che le procedure di soluzione tecnica dei circa 11 milioni di veicoli coinvolti nel mondo dalla questione sono in carreggiata. E che a gennaio inizieranno ad essere materialmente effettuate.

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