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Venerdì 4 dicembre 2015 - 19:50

Draghi a New York: “Se servisse faremo altro”. E ferma salita euro

Misure appena prese valgono 680 mld, rimossi rischi deflazione
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Roma, 4 dic. (askanews) – All’indomani delle nuove misure di stimolo decise dalla Bce, che hanno palesemente deluso le attese dei mercati, il presidente Mario Draghi è tornato a farsi sentire, avvertendo che ove fosse necessario – ma al momento non lo si ritiene – l’istituzione è pronta a fare altro. “Non ci sono dubbi, che fosse necessario intensificare l’uso dei nostri strumenti per assicurare il raggiungimento del nostro obiettivo, lo faremmo”.

Le sue parole hanno portato ad una moderazione dell’euro, seppur parziale, con un calo a 1,0836 dopo che in mattinata la valuta condivisa era arrivata a sfiorare quota 1,10. In serata l’euro ha in parte ritracciato a a1,0869.

Draghi ha deciso di lanciare i suoi messaggi nel cuore del primo mercato finanziario, con un intervento all’Economic Club di New York, a due passi da Wall Street. Ha innanzitutto ribadito la valutazione di una ripresa economica che ripresa e si rafforza, gradualmente, assieme ad un’inflazione che invece la segue a rilento e che resta “troppo bassa”, in base a tutte le misure, rispetto agli obiettivi della Bce. Intanto ai ritmi attuali potrebbero volerci anni per far tornare la disoccupazione ai livelli pre crisi.

La definizione di “stabilità dei prezzi” dell’istituzione vuole un caro vita inferiore ma vicino al 2 per cento. da molti mesi invece nell’area uro è a ridosso di zero. Per questo ieri, ha rivendicato draghi, si è deciso di procedere ad una “ricalibrazione” degli stimoli. L’obiettivo non era certo quello di inseguire le attese dei mercati.

Ma poi, quando ha fornito una anteprima della stima sugli effetti in termini di maggiori liquidità che le misure prese dovrebbero sortire, Draghi è sembrato voler proprio riavvicinare i mercati. La combinazione di prolungamento degli acquisti di titoli del Qe, ha detto, e della decisione di reinvestire i proventi di quelli che giungeranno a scadenza implica un aumento di 680 miliardi di euro sulle liquidità del sistema economica dell’area euro da qui al 2019, pari al 6,5 per cento del Pil.

Con le misure messe in campo “possiamo dire – ha inoltre rivendicato – che nell’area euro i rischi di deflazione sono stati chiaramente rimossi dal tavolo”.

E infine il messaggio più forte. Se dovesse servire la Bce potrà fare altro, a conferma del fatto che ieri l’istituzione monetaria nopn ha voluto usare tutte le munizioni di cui dispone. “Non esiste un limite particolare sul quanto possiamo dispiegare i nostri strumenti – ha detto -.Operiamo in base al nostro mandato di garantire la stabilità dei prezzi. Non ci sono dubbi, che fosse necessario intensificare l’uso dei nostri strumenti per assicurare il raggiungimento del nostro obiettivo, lo faremmo”.

“Posso quindi affermare con fiducia che, senza alcun indugio, assicureremo il ritorno dell’inflazione al 2 per cento senza ritardi. Perché attualmente stiamo impiegando strumenti che riteniamo riusciranno a farlo e perché, in ogni caso – ha concluso il capo della Bce – se si rivelasse necessario possiamo dispiegare ulteriormente i nostri strumenti”.

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